Al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, il Presidente del Forum delle Associazioni Familiari riflette sul ruolo educativo della famiglia nell’era digitale
ROMA- In un mondo sempre più permeato dalla logica del “tutto e subito”, dove le relazioni tendono a diventare rapide, superficiali e spesso virtuali, la famiglia può e deve rappresentare un baluardo di autenticità. A ribadirlo è Adriano Bordignon, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari, intervenuto al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, tenutosi a Roma, con un messaggio tanto semplice quanto radicale: la famiglia è ancora il luogo primario dove si può imparare a costruire relazioni sane e profonde.
Durante l’intervista, Bordignon ha messo in luce una delle sfide più urgenti dei nostri tempi: educare i figli alla relazione autentica in un contesto sociale e digitale che tende a proporre scorciatoie relazionali, con “risposte a basso costo e a basso ingaggio”. Secondo il Presidente, è proprio in questa fragilità dell’era digitale che la famiglia può e deve intervenire, offrendo un’alternativa concreta, vissuta quotidianamente tra le mura domestiche.
“La famiglia può essere l’antidoto per dare risposte diverse, ricordando – e facendo fare esperienza – che le relazioni possono essere impegnative, faticose, ma sono anche molto più generative e fondate.”
Bordignon sottolinea come i bambini e i ragazzi possano imparare a costruire relazioni vere solo se le vedono incarnate negli adulti di riferimento. “Costruire relazioni faccia a faccia, gomito a gomito, famiglia a famiglia – ha spiegato – è un’esperienza che si apprende osservando e vivendo la quotidianità familiare, e che poi può essere trasferita nel mondo esterno”.
Il richiamo è a una responsabilità educativa che non può essere delegata, nemmeno alla scuola o ai media: la famiglia, con tutte le sue complessità, rimane il primo laboratorio sociale. In un’epoca in cui tutto tende a essere mediato da uno schermo, la presenza, la prossimità, il tempo condiviso tornano a essere risorse preziose per formare individui capaci di vivere relazioni vere, basate sul dono, sull’ascolto e sulla pazienza.
Il Festival dell’Umano Tutto Intero, giunto alla sua seconda edizione, si conferma così un’importante occasione di riflessione culturale e sociale. E le parole di Bordignon ci ricordano che non c’è umanità piena senza relazioni vere, e non ci sono relazioni vere senza l’educazione che parte da casa.
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