In occasione della Conferenza Internazionale della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, svoltasi nell’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano sul tema “Un mondo frammentato alla ricerca della spiritualità”, Giovanni Marseguerra, Professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha delineato il ruolo cruciale della spiritualità di fronte alle grandi transizioni del nostro tempo.
CITTÀ DEL VATICANO. Di fronte a un mondo attraversato da transizioni profonde e tra loro sovrapposte, la spiritualità emerge come risposta necessaria e non come evasione dalla realtà. È questa la tesi che Giovanni Marseguerra, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha sviluppato nel corso del suo intervento alla Conferenza Internazionale 2026 della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice.
«Viviamo in una società, in un mondo che è sotto una serie di trasformazioni profonde, di transizioni che si stanno accavallando l’una con l’altra», ha spiegato il professor Marseguerra, indicando quattro grandi processi in corso: la transizione digitale, quella ecologica, quella demografica e, forse la più rilevante oggi, quella geopolitica.
In questo contesto di complessità crescente, il rischio principale è quello dell’isolamento. «Le persone si sentono sole, le persone si sentono isolate – ha sottolineato –, questo produce un mondo più individualista». Ed è proprio qui che entra in gioco la dimensione spirituale:
«La spiritualità non è certamente un ripiegamento su se stessi, non è certamente una fuga dalla storia. È piuttosto la riscoperta della responsabilità, la riscoperta della leadership».
Un richiamo alla leadership che si collega direttamente alla recente enciclica Magnifica Humanitas. «Viviamo in un tempo di grande cecità culturale e spirituale – ha ricordato Marseguerra citando il documento pontificio –, allora serve attivare un processo di discernimento comunitario alla ricerca delle radici spirituali e culturali di queste trasformazioni così grandi».
La Fondazione affronta la questione su due livelli. A livello personale, con attenzione alle nuove generazioni: i giovani che si sentono soli, isolati, in difficoltà anche nella ricerca del lavoro. A livello globale, invece, il nodo centrale è un multilateralismo in crisi.
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