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VIDEO / Francesco Zaffini al 2°Festival dell’Umano Tutto Intero:“Chi sceglie, deve poterlo fare davvero liberamente, non sotto il ricatto del dolore”

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Il Presidente della Commissione Sanità del Senato annuncia l’arrivo in aula del testo sul fine vita: “Seguiamo le indicazioni della Corte Costituzionale, ma servono cure palliative garantite a tutti”

ROMA- Nel corso del 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, il Senatore Francesco Zaffini, Presidente della Commissione Sanità del Senato, è intervenuto sul delicato tema del fine vita, tracciando i contorni di un percorso legislativo complesso ma ormai avviato.

Dopo anni di riflessione parlamentare e tre sentenze fondamentali della Corte Costituzionale, il legislatore si trova ora nelle condizioni di proporre un testo di legge che sarà discusso in aula tra il 17 e il 18 luglio. Zaffini ha chiarito che la norma non istituisce un “diritto a farla finita”, ma recepisce le indicazioni della Consulta, che ha stabilito una esimente giuridica per l’”aiutante” nel percorso di fine vita, a patto che siano presenti specifiche condizioni.

Il riferimento principale è la sentenza legata alla vicenda di Marco Cappato, in cui la Corte ha chiarito che l’aiuto al suicidio, in alcune circostanze ben definite, non è punibile. La legge, ha spiegato Zaffini, non potrà che seguire questo schema, cercando un difficile equilibrio tra le posizioni etiche e politiche molto distanti di maggioranza e opposizione.

Tra gli aspetti più critici resta la valutazione delle condizioni che rendono possibile l’esenzione da responsabilità penale e, soprattutto, il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale. Fondamentale, secondo Zaffini, è garantire che la scelta del fine vita sia realmente libera e non dettata dal dolore, il che implica l’effettiva disponibilità delle cure palliative, previste nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), ma oggi accessibili solo a una parte minoritaria della popolazione.

“È una strada difficile — ha concluso — ma necessaria. Il nostro compito è garantire che chi sceglie, lo faccia davvero liberamente, non sotto il ricatto del dolore”.

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