Al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero a Roma, un appello per valorizzare le competenze artigianali e non spegnere il potenziale dei giovani italiani
ROMA- Durante il 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, tenutosi a Roma il 17 e 18 giugno, Federico Pendin, presidente della Fondazione San Nicolò di Padova, ha portato al centro del dibattito il ruolo della scuola paritaria nel contesto educativo italiano. Un intervento lucido e concreto che ha acceso i riflettori su una delle sfide più urgenti del nostro tempo: il riconoscimento del valore formativo e sociale del lavoro manuale.
“Ci occupiamo di scuole paritarie professionalizzanti – ha spiegato Pendin – e la nostra missione è ridurre quel divario culturale che in Italia persiste da sempre tra lavoro intellettuale e lavoro manuale.” Una distinzione che, secondo il presidente della Fondazione San Nicolò, si riflette anche nel sistema scolastico, dove le scuole orientate alla formazione pratica vengono spesso considerate “di Serie B”.
Pendin richiama le parole di Don Bosco – “intelligenza nelle mani” – per sottolineare come l’Italia, patria di eccellenze artigiane, abbia oggi più che mai bisogno di recuperare e valorizzare le competenze manuali. “Siamo primi al mondo per artigianalità, e sviluppare percorsi educativi in questa direzione è estremamente utile.”
Infine, ha toccato anche il tema dei “cervelli in fuga”, facendo notare come, a fronte di 40mila giovani laureati che lasciano il Paese, restino comunque milioni di giovani il cui potenziale non viene sufficientemente valorizzato. “Noi ci occupiamo di non spegnere gli altri 10 milioni e 100mila.”
Una riflessione che invita a riconsiderare le priorità educative del Paese e a superare i pregiudizi che ancora separano cultura e mestiere.
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