Al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, la giurista riflette sul carcere come luogo di ricostruzione, non solo di pena
ROMA- Durante il suo intervento al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, Eva Sala, membro del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa (CSL), ha partecipato al panel “Ripartire” offrendo una prospettiva giuridica e umana sul sistema carcerario.
«Quando si parla di carcere, oggi si parla quasi sempre di disperazione e di vicende tragiche. Ma abbiamo voluto guardare alla possibilità che proprio lì, nel luogo più disperato per l’umano, possano nascere germi di speranza», ha affermato Sala.
Nel corso del dibattito, ha annunciato che tre ospiti hanno portato testimonianze concrete di percorsi di ricostruzione e rinascita all’interno degli istituti penitenziari. A queste esperienze si è affiancato un confronto con il decisore politico — il sottosegretario Ostellari — per presentare richieste mirate a rendere più diffusi e accessibili questi percorsi virtuosi.
«Offrire anche solo una possibilità di ricominciare a chi ha infranto la legge significa riconoscere, pur nella giusta sanzione, la dignità della persona e la capacità di trasformazione», ha concluso.
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