Al Secondo Festival dell’Umano Tutto Intero, la docente Fruganti rilancia il dialogo tra genitori e insegnanti: superare le diffidenze e costruire alleanze per sostenere i giovani e le famiglie fragili
ROMA. “Scuola e famiglia devono ripartire da un nuovo patto fondativo, una nuova corresponsabilità educativa basata su forme nuove di interazione, di dialogo, di collaborazione costante.” . Così Elena Fruganti, insegnante e rappresentante dell’Associazione Esserci, è intervenuta durante il panel Educare a non meno di una speranza, al Secondo Festival dell’Umano Tutto Intero tenutosi a Roma.
Il tema centrale: la necessità di ricucire e rafforzare il rapporto tra due delle principali agenzie educative — scuola e famiglia — entrambe oggi attraversate da una crisi profonda. “Questo cambio d’epoca non le risparmia,” sottolinea Fruganti, che invita a mettere da parte logiche difensive e rivendicative per ricostruire un’alleanza vera.
L’obiettivo è comune: il bene dei giovani. “Sono i nostri figli, i nostri studenti, quelli che abbiamo a cuore. Non possiamo che ritrovarci”, ha dichiarato. Ma per farlo, afferma, “è fondamentale vincere la diffidenza che ancora purtroppo esiste fra scuola e famiglia, superare logiche difensive e rivendicative”.
La proposta è quella di un nuovo patto educativo, fondato su fiducia, ascolto e corresponsabilità. La scuola, ha ricordato Fruganti, può diventare un importante punto di riferimento per le famiglie fragili, e allo stesso tempo i genitori possono rappresentare un alleato prezioso nel sostenere gli studenti più in difficoltà.
Un messaggio chiaro e propositivo, che rilancia la sfida educativa come responsabilità condivisa e invita istituzioni, docenti e famiglie a fare rete per accompagnare i ragazzi nella loro crescita. “Dobbiamo aiutare ogni giovane a venire fuori, a sviluppare i propri talenti, sentendosi accolto”, ha concluso.
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