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VIDEO / Don Alberto Frigerio al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero: “La famiglia è il seminario della società”

Don Alberto Frigerio

Al Secondo Festival dell’Umano Tutto Intero, il docente di Etica della Vita all’ISSR di Milano richiama l’importanza del legame originario tra famiglia e società: cinque le funzioni fondamentali che ne fanno il cuore della convivenza civile

ROMA. “La famiglia è il principio della convivenza civile, il seminario della società”. Con queste parole Don Alberto Frigerio, docente di Etica della Vita all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano, ha aperto la sua riflessione al Secondo Festival dell’Umano Tutto Intero tenutosi a Roma, ponendo l’accento sull’intimo e costitutivo legame tra famiglia e società. Richiamandosi alla tradizione classica, in particolare a Cicerone, Frigerio ha evidenziato come la famiglia non sia solo una realtà privata, ma un soggetto pubblico, portatore di un progetto umano e sociale imprescindibile.

Sono cinque, secondo il teologo, le funzioni che spiegano la sua centralità. La prima è il generare la vita: la famiglia è il luogo originario in cui la vita nasce e viene accolta. La seconda riguarda l’allevare e l’educare, cioè l’avvio dei figli a una visione consapevole e significativa dell’esistenza. La terza funzione è quella di raccordare le generazioni, trasmettendo un patrimonio culturale, spirituale ed economico in grado di coniugare fedeltà alla tradizione e apertura all’innovazione. La quarta funzione è quella di mediazione: la famiglia introduce l’individuo alla società e lo forma alla responsabilità verso il bene comune. Infine, la quinta funzione riguarda il sostegno economico e sociale: la famiglia agisce spesso da ammortizzatore nelle situazioni di fragilità, compensando carenze del sistema e promuovendo coesione.

“La società – ha sottolineato Don Alberto – ha tutto l’interesse a riconoscere il primato della famiglia e a sostenerla in modo autenticamente sussidiario. Questo significa da un lato non espropriarla delle sue competenze, dall’altro accompagnarla con strumenti adeguati laddove vi siano fragilità”.

Un intervento denso e profondo, che si inserisce pienamente nello spirito del Festival, volto a riscoprire e rimettere al centro la dignità della persona e la qualità delle relazioni umane. In un tempo segnato da frammentazioni e smarrimenti identitari, la famiglia torna così ad essere indicata come cellula vitale di futuro e coesione.

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