Il prof. Carlo Adami denuncia le gravi diseguaglianze territoriali e la carenza di specialisti, chiedendo un impegno concreto per garantire un’assistenza dignitosa e omogenea su tutto il territorio nazionale
ROMA. Nel corso del 2° Festival dell’“Umano tutto intero”, promosso dal Network Ditelo sui Tetti, il Prof. Adami, Medico Chirurgo e Referente della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, è intervenuto con parole chiare e dirette sulla condizione delle cure palliative in Italia, tracciando un quadro che ha definito “drammatico”. L’intervista, realizzata in occasione dell’evento, ha messo in luce le gravi diseguaglianze tra le diverse regioni del Paese, non solo sul piano numerico ma soprattutto su quello della qualità dell’assistenza.
«Non voglio classificare quali siano le regioni più sane e quali meno – ha precisato – ma la vera verità è che siamo ancora molto distanti tra territori, nonostante gli sforzi messi in campo». Le cure palliative, sottolinea il Professore, non sono un ambito accessorio del sistema sanitario, ma una componente essenziale per il benessere della società, soprattutto per chi vive in condizioni di fragilità.
A mancare, però, è una struttura solida e uniforme a livello nazionale, capace di garantire un accesso equo e tempestivo alle cure per tutti i cittadini. «Servono migliaia di medici specialisti in cure palliative – ha aggiunto – ma anche psicologi e, soprattutto, tantissimi infermieri che possano affiancare la classe medica in questo nuovo corso».
L’appello del Prof. Adami si inserisce in un contesto di riflessione più ampio sull’umanità della cura e sul valore della persona, cuore pulsante del Festival. L’auspicio è che da eventi come questo possa nascere una nuova consapevolezza e una volontà politica concreta per investire nella formazione e nel potenziamento delle reti palliative, rendendole finalmente accessibili a tutti. Perché, come ha ricordato Adami, «le cure palliative sono una risorsa fondamentale per questa nazione».
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