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Verso una Nuova Giustizia: Carlo Nordio a Treviso per presentare la riforma che l’Italia attende da 80 anni

La riforma della giustizia e, soprattutto, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri al centro dell’incontro che si è svolto ieri, venerdì 27 febbraio, alla Sala Coletti del Museo di Santa Caterina, dove il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha presentato il suo ultimo libro Una nuova Giustizia, intervenendo anche sul referendum in programma nei prossimi mesi

TREVISO. L’iniziativa, promossa dal Comitato “Sì Riforma”, ha richiamato un pubblico numeroso, trasformando per alcune ore il capoluogo trevigiano in uno dei principali luoghi del confronto nazionale sul futuro dell’ordinamento giudiziario.

«Una riforma prima culturale che normativa»

Nel corso del suo intervento, il Ministro Nordio ha sottolineato come la riforma proposta non rappresenti soltanto un intervento legislativo, ma un cambiamento di impostazione complessiva del sistema.

«Dobbiamo distinguere la professionalità di chi indaga da quella di chi giudica», ha affermato Nordio, ribadendo che la separazione delle carriere costituisce, a suo giudizio, «un atto di civiltà atteso da ottant’anni».

Secondo il Ministro, l’obiettivo è rafforzare il principio del giudice terzo e imparziale, collocato in posizione di equidistanza tra accusa e difesa, che dovrebbero operare su un piano di piena parità processuale. «Svincolare il pubblico ministero dalla carriera del giudice – ha spiegato – significa garantire una specializzazione più chiara e ridurre il rischio di indagini che si protraggono senza esito, con conseguenze pesanti per i cittadini coinvolti».

Il confronto con giuristi e territorio

All’incontro hanno preso parte anche esponenti del mondo accademico e forense. Monsignor Gianni Fusco, avvocato della Rota Romana e docente alla Lumsa, ha richiamato il tema dell’etica del diritto, evidenziando come l’imparzialità rappresenti non solo un principio giuridico ma anche un valore morale fondante.

L’avvocato Federico Vianelli, già presidente dell’Unione Camere Penali del Veneto, ha invece illustrato la posizione dei penalisti, sostenendo che l’attuale assetto rischierebbe di alimentare una percezione di eccessiva vicinanza tra funzione giudicante e funzione requirente, con possibili ricadute sulla fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario.

L’evento ha visto anche la partecipazione del Sindaco di Treviso Mario Conte e di diverse autorità amministrative.

Il referendum e il confronto politico

Sollecitato sulle polemiche politiche legate al referendum, Nordio ha invitato a mantenere il dibattito sul piano dei contenuti. «C’è chi invita a votare No per colpire il governo – ha dichiarato – ma la giustizia resta mentre i governi passano».

Il ministro ha quindi ribadito che la riforma, nelle sue intenzioni, non comprometterebbe l’autonomia della magistratura, ma mirerebbe a rendere il sistema più moderno e in linea con altri ordinamenti occidentali.

In chiusura, l’appello a un voto consapevole: una scelta che, secondo Nordio, dovrebbe concentrarsi sui principi del giusto processo e sulla tutela della presunzione di innocenza.

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