Un Festival per l’Umano: il contributo dei cardinali Parolin e Zuppi
ROMA. Il primo Festival Internazionale sull “Umano tutto intero”, a Roma, ha riunito importanti figure della Chiesa cattolica, tra cui il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, e il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). L’evento, organizzato dal network “Ditelo Sui Tetti” e coordinato dall’Avv. Domenico Menorello, ha sottolineato l’importanza della relazione dell’uomo con Dio e con gli altri, evidenziando il ruolo della testimonianza cristiana nell’annunciare “la vita nuova”.
“Ditelo sui tetti” (Mt 10,27) è un network di circa cento associazioni che esprime giudizi comuni sulle dinamiche normative e pubbliche riguardanti la concezione dell’umano. Operando in un ambito prepolitico, il network promuove dialoghi aperti con player culturali e politici, aggiornando agende italiane ed europee con obiettivi prioritari basati sulla centralità della persona.
La visione cristiana dell’uomo secondo il cardinale Parolin
Nel suo intervento dal titolo “L’eccezione (antropologica) italiana per l’Europa e il mondo”, il cardinale Pietro Parolin ha evidenziato come la fiducia nel progresso tecnologico abbia portato l’uomo a identificarsi con le sue creazioni, perdendo di vista la propria essenza. Citando la “Gaudium et Spes”, Parolin ha affermato che senza il Creatore, la creatura svanisce. Il rischio è quello di cadere in uno pseudoumanesimo privo di responsabilità e fondamenti solidi, citando come esempio l’intelligenza artificiale.
Parolin ha inoltre riflettuto sull’illusione di un mondo migliore post-pandemia, una visione smentita dai recenti conflitti in Ucraina e in Israele. La frenesia della vita moderna, accompagnata dall’aumento delle nevrosi, conferma la “terza guerra mondiale a pezzi” preconizzata da Papa Francesco.
L’antropologia digitale e la dottrina sociale della Chiesa secondo il cardinale Zuppi
Il cardinale Matteo Maria Zuppi ha discusso il tema dell'”antropologia digitale” durante l’incontro “Proporre, sui tetti, a tutti una ragione all’altezza dell’umano”. Citando l’allora cardinale Ratzinger, Zuppi ha sottolineato che “essere se stessi vuol dire essere gli uni per gli altri”. Ha ricordato che, nonostante la crescente digitalizzazione, gli esseri umani hanno bisogno fisico dell’altro, un bisogno spesso dimenticato o negato.
Zuppi ha evidenziato l’importanza della dottrina sociale della Chiesa come guida per tutti, non solo per i cristiani. Ha affermato che tale dottrina deve essere vissuta quotidianamente per essere significativa, sottolineando con una battuta che “i cristiani non hanno l’esclusiva su Matteo 25”.
Zuppi ha poi ribadito l’importanza delle cure palliative, necessarie per garantire la dignità della vita e della morte. Ha affermato che queste cure devono essere accessibili a tutti e ha richiesto un impegno serio e investimenti economici significativi per la loro diffusione.
Il cardinale ha commentato il recente rapporto della Caritas sulla povertà, sottolineando come la povertà cronica richieda un impegno straordinario. Ha ribadito che la Chiesa è impegnata a combattere le cause della povertà, promuovendo l’istruzione, l’integrazione e l’accoglienza.
Parlando dell’autonomia differenziata, Zuppi ha richiamato l’attenzione sul documento ufficiale del Consiglio permanente della CEI, sottolineando la necessità di un coinvolgimento collettivo per garantire la durata delle riforme.
Un dibattito senza preconcetti né ideologie
Il Festival dell’“Umano tutto intero” ha visto la partecipazione di numerosi ministri, sindacalisti, intellettuali e altre personalità di rilievo. Tra i relatori figuravano, oltre ai cardinali Parolin e Zuppi, anche il cardinale Marcello Semeraro, il Ministro della Famiglia Eugenia Roccella, il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e il sottosegretario Alfredo Mantovano.
L’evento, organizzato dal network “Ditelo sui tetti”, ha riunito un centinaio di associazioni con l’obiettivo di utilizzare l’antropologia come chiave unitaria di lettura di numerosi temi bioetici ed esistenziali. Il proposito dei promotori è quello di affrontare la concezione dell’umano senza preconcetti né ideologie, per comprendere meglio le sfide politiche, scientifiche, giuridiche e sociali dell’attuale “cambio d’epoca”.
Tra i relatori, Marina Casini, Adriano Bordignon, Alessandro Chiarini, Maria Teresa Bellucci, Massimiliano Fedriga, Luigi Sbarra, Maria Elena Boschi, Maria Pia Garavaglia, Anna Maria Bigon, Carolina Varchi, Simona Baldassarre, Vincenzo Sanasi d’Arpe, Lorenzo Malagola e Guido Castelli, insieme a filosofi e intellettuali come Stefano Zecchi, Luciano Violante, Luca Ricolfi, Antonio Polito, Giovanni Orsina, Claudia Navarini, Monica Ricci Sargentini, Mariolina Ceriotti Migliarese, Roberto Presilla, Francesco Botturi, Vittorio Possenti, Giulio Maira, Giulia Bovassi, Maurizio Sacconi, Marco Invernizzi, Domenico Airoma, Assuntina Morresi, Claudio Gentili, poeti come Davide Rondoni, musicisti come Paolo Jannacci, e giornalisti come Lorenzo Bertocchi, Emanuele Boffi, Alessandra Ferraro e Safiria Leccese.
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