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Verona celebra i giovani autori del cinema: successo per l’ottava edizione del Believe Film Festival

3 minuti di lettura

“DOSO” di Michele Gaggiano conquista la Selezione Ufficiale

VERONA- Dal 23 al 26 ottobre 2025 Verona è tornata a essere la capitale del cinema giovane con l’ottava edizione del Believe Film Festival, diretto da Francesco Da Re, che si è confermato come il più importante appuntamento italiano dedicato ai filmmaker under 24. Quattro giornate di proiezioni, incontri e workshop hanno animato il Teatro Ristori e le altre sale partner della città, trasformando Verona in un grande set diffuso dove talento e passione si sono intrecciati in un vivace dialogo tra generazioni e linguaggi.

Come da tradizione, il Festival non si è limitato a essere una vetrina competitiva: il suo cuore è rimasto quello di un vero laboratorio di crescita e confronto. Masterclass, sessioni di pitch e momenti di networking hanno permesso ai giovani autori di confrontarsi con professionisti del settore, in un clima di autentico scambio creativo e formativo.

Una giuria d’eccellenza

A guidare la giuria di questa edizione è stato il regista Alberto Rizzi, affiancato da Daniela Bassani, sound editor e sound designer più volte candidata al David di Donatello, da Paola Randi, regista e sceneggiatrice tra le voci più originali del cinema italiano contemporaneo, e da Andrea Maguolo, montatore e vincitore del David di Donatello per Lo chiamavano Jeeg Robot.
Una squadra di professionisti che, oltre a valutare le opere in concorso, ha incontrato i partecipanti in appuntamenti dedicati, confermando la vocazione educativa e formativa del Believe Film Festival.

I vincitori dell’edizione 2025

La serata conclusiva al Teatro Ristori ha celebrato i vincitori tra applausi, emozione e grande partecipazione di pubblico.
Il Premio per la Selezione Ufficiale è andato a DOSO di Michele Gaggiano, per la capacità di affrontare con efficacia un tema di forte attualità — un futuro distopico in cui i robot prendono il posto degli esseri umani — offrendo una riflessione profonda sull’identità e sul destino dell’umanità. Il film si è aggiudicato anche il Premio ACEC, consegnato da Riccardo Cecchini.

Per la Sezione Esordienti, la giuria ha premiato Necronomicon di Sophia Lassi, riconoscendone la maturità e la curiosità con cui esplora il linguaggio del genere.
La prima edizione della Sezione Believe Extra ha visto trionfare La Favilla di Simone Ceccomarini, per la sensibilità e l’intensità emotiva con cui racconta un incontro amoroso solo attraverso la forza evocativa delle immagini, senza alcuna parola.

Tra le interpretazioni, spiccano Gloria Harvey (Amore per due ore di Marta Minoni, Sofia Righetti e Pietro Zorini) e Giulia Casadio (Notti invernali di Matteo Franchini), premiate per la naturalezza e l’intensità delle loro prove.

Il Premio per il Miglior Contributo Tecnico è andato a Gilgamesh di Simone Chesi e Lorenzo Angeli, per la maturità nell’uso di immagine, montaggio e suono. Lo stesso film ha ricevuto anche il Premio Casa dello Scampolo, consegnato da Federico Compagni, per la forza emotiva della recitazione e la capacità di comunicare attraverso il non detto.
Il Premio Casa dello Scampolo è stato inoltre assegnato a Mors certa est, hora incerta, per la sua raffinatezza stilistica e la potenza del messaggio.

Il Premio ADCOM, dedicato ai giovani esordienti, è andato a Il gioco dei ricordi di Sara Brigo e Michela Rainaldi, per la capacità di restituire in modo poetico e realistico un frammento di amicizia.
La Menzione Speciale della Giuria è stata attribuita a Figli d’Icaro di Vito Mistretta, per aver dato voce a una generazione in cerca di libertà e rinnovamento.

Il pubblico ha avuto un ruolo attivo anche in questa edizione, assegnando i Premi del Pubblico tramite televoto: L’altra porta per la Sezione Esordienti, Gilgamesh per la Sezione Believe Extra e ancora DOSO per la Sezione Ufficiale.

Nuove iniziative e prospettive future

Tra le novità di quest’anno spicca la nascita del Premio Fondazione Cattolica, presentato alla presenza del Segretario Generale Giovanni Tessitore. Il riconoscimento supporterà un gruppo di giovanissimi cineasti (tra i 14 e i 18 anni) nella realizzazione di un cortometraggio originale, che verrà sviluppato nel corso del 2026 con il team del Believe e presentato in anteprima alla prossima edizione del Festival.

“Una dichiarazione d’amore ai giovani e alle loro idee”

Nel tracciare un bilancio, il direttore Francesco Da Re ha dichiarato:

“Quello che abbiamo vissuto in questi giorni non è stato soltanto un festival: è stata una dichiarazione d’amore ai giovani, ai sogni e alla forza delle idee.”

E ha aggiunto:

“Il Believe è l’unico festival in Italia interamente ideato, organizzato e realizzato da giovani. È la prova che quando ai giovani si dà fiducia, nascono miracoli veri.”

Anche quest’anno, i vincitori hanno ricevuto premi che uniscono riconoscimento artistico e opportunità concrete, tra borse di studio della Focus Movie Academy di Firenze e Milano, premi monetari e la tradizionale statuetta in bronzo del Believe, ormai simbolo del festival.

Verona capitale del cinema giovane

Con questa ottava edizione, il Believe Film Festival ha ribadito la sua identità più autentica: essere una fucina di nuovi talenti, un luogo dove i sogni dei giovani cineasti trovano ascolto e una prima, concreta occasione di realizzarsi.
Tra entusiasmo, emozione e applausi, Verona ha ancora una volta celebrato il futuro del cinema italiano, dimostrando che la creatività dei ragazzi continua ad accendere lo schermo con una luce nuova, viva e profondamente umana.

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