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Venezia. L’assessore De Martin alla cerimonia di commemorazione dei “Sette martiri”

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Si è tenuta nel pomeriggio di ieri, 3 agosto, in riva dei Sette Martiri a Venezia, la cerimonia di commemorazione per il 77° anniversario dell’eccidio dei sette martiri, i partigiani fucilati il 3 agosto 1944 in una rappresaglia del comando tedesco dopo la scomparsa di una sentinella in servizio sulle navi della Marina germanica attraccate alla Riva, allora chiamata dell’Impero. Il corpo della sentinella fu ritrovato pochi giorni dopo nelle acque della laguna e non presentava ferite, a testimonianza del fatto che il marinaio era annegato cadendo in acqua.

Presente alla commemorazione, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, l’assessore Massimiliano De Martin e, tra le altre autorità il presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano Marco Borghi.

“Porto il saluto del sindaco e dell’Amministrazione, che sono felice di rappresentare anche quest’anno – le parole di De Martin – questa è una commemorazione significativa alla quale non ci dobbiamo sottrarre. Mi chiedo spesso che cos’è la libertà, che resta un alto valore di espressione personale e collettivo, che vale la pena perseguire nel corso della propria esistenza e per il quale molti uomini e donne si sono immolati per permettere ad altri di conoscerlo e viverlo fino in fondo”.

“La nostra presenza qui oggi – continua l’assessore – mette in risalto la differenza tra l’assenza della libertà e della giustizia con quella di una comunità democratica che ricorda per non dimenticare. La città onora questi sette martiri per il loro massimo sacrificio”. 

Le vittime della rappresaglia, scelte tra i detenuti politici nel carcere di Santa Maria Maggiore, furono Aliprando Armellini, 24 anni, di Vercelli, Gino Conti, 46 anni di Cavarzere, il ventenne Bruno De Gasperi e i fratelli Luciano e Alfredo Gelmi, 19 anni l’uno, 20 l’altro, tutti e tre di Trento; Girolamo Guasto, agrigentino di 25 anni e Alfredo Vivian, 36 anni, veneziano.

La cerimonia, promossa dalla sezione Anpi “Sette Martiri”, anche quest’anno si è svolta in forma ridotta a causa della pandemia, con la rinuncia al tradizionale Percorso della Memoria. Una corona di fiori è stata deposta sulla lapide che ricorda i sette martiri uccisi dai tedeschi.

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