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Venezia: “Ci prendiamo un caffè?”, Beirut risponde.

1 minuti di lettura

Al Caffè Florian gli artisti hanno donato alle scuole le sette opere realizzate per “Disegni a 1000 mani”
 
L’arte non si mette da parte in tempo di Covid.
Si è tenuto nella tarda mattinata di oggi l’incontro al Caffè Florian tra gli artisti veneziani e le scuole partecipanti all’iniziativa “Disegni a 1000 mani Venezia – Beirut”, ideata e promossa dall’associazione “Venezia: Pesce di Pace”.
 
«È un’esposizione speciale, metà veneziana e metà libanese» ha commentato la Presidente dell’associazione Nadia De Lazzari, con un focus particolare sulla straordinarietà di questo evento. «Oggi è l’unica occasione per ammirare le sette opere tutte insieme. Opere che hanno un grande valore artistico, culturale e storico. Ricorderanno il periodo Covid. Per noi è un grande risultato, frutto di impegno, condivisione e collaborazione».
 
A dare il via al progetto sono stati, dunque, i bambini delle scuole elementari veneziane, che da mercoledì 11 novembre, hanno espresso la loro arte in una metà del foglio, lasciando l’altra parte ai compagni di Beirut. Ma la grande novità di quest’anno è stato senz’altro il coinvolgimento di 14 artisti (7 veneziani e 7 libanesi), che, a due a due, hanno condiviso giochi di colore su un foglio piegato a metà.
 
Oltre agli artisti erano presenti all’evento la Presidente del Consiglio Comunale Ermelinda Damiano e, relativamente alle scuole, i responsabili della Canal (classi 4A e 4B), della Zambelli (classe 4), entrambe sotto l’Istituto Comprensivo Morosini, degli Istituti Cavanis (classi 3, 4, 5) e del San Giuseppe del Caburlotto (classi 3, 4, 5), del Gallina (classi 4A e 4B) e, infine, del Pascoli (3A e 3B Cavallino – Treporti).
 
«È un progetto che ha permesso loro di giocare ancora con la curiosità, con la domanda: “Chi completerà il mio disegno”?» ha raccontato Marta Perissinotto, genitore di uno dei bambini partecipanti. Un’iniziativa artistica, educativa e formativa, che ha il sapore di una cartolina spedita lontano. Da Venezia per Beirut, agli amici del mondo.
 
 
Giulia Soligon
 

 

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