In Veneto si accende una luce per i caregiver familiari. La CISL regionale ha accolto con favore l’annuncio del presidente Alberto Stefani riguardo all’imminente approvazione di una legge regionale dedicata a chi si prende cura dei propri cari. Un passo avanti significativo per il riconoscimento e il sostegno di una figura fondamentale nella società
MESTRE-VENEZIA. L’annuncio del presidente Stefani, fatto in Consiglio regionale, ha suscitato reazioni positive da parte del sindacato. Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto, ha dichiarato: «Una legge da noi sollecitata da tempo, per la quale auspichiamo da subito la convocazione di un tavolo di concertazione con le parti sociali».
La proposta di legge, promessa entro sei mesi, mira a colmare un vuoto legislativo e a fornire un supporto concreto a chi si dedica quotidianamente all’assistenza di familiari non autosufficienti. La Cisl Veneto aveva già posto la questione tra le priorità ai candidati alle recenti elezioni, forte anche dei risultati di una ricerca condotta in collaborazione con FNP Veneto e realizzata dalla Fondazione Corazzin.
«È una legge senz’altro indispensabile per passare da un sistema sostenuto da famiglie e in larga parte dal volontariato, a un sistema strutturato e organico di interventi, compreso nella cornice di una politica globale e strategica, di visione e di azione – evidenzia Massimiliano Paglini -. La sua approvazione, promessa dal presidente tra i primi provvedimenti del suo mandato, finalmente collocherà il Veneto accanto alle altre tredici Regioni che, ben oltre l’assicurare un supporto economico, hanno scelto di valorizzare la loro funzione sociale con una legge ad hoc, garantendone riconoscimento dello status, tutele e servizi essenziali».
Il segretario generale della Cisl Veneto ha sottolineato l’importanza di garantire ai caregiver un carico sostenibile in termini di tempo e risorse, offrendo loro maggiore serenità e supporto attraverso servizi integrati. Questo, secondo Paglini, avrà un impatto positivo sulla qualità della vita delle famiglie e sui diritti dei lavoratori, in particolare le donne, spesso costrette a scegliere tra lavoro e famiglia. Allo stesso tempo, consentirà alle persone fragili di rimanere parte attiva della comunità.
La Cisl Veneto auspica un coinvolgimento attivo delle parti sociali nell’elaborazione della legge e una governance condivisa nella sua attuazione. Il ruolo del caregiver è considerato fondamentale e insostituibile, con quasi 4 adulti su 10 in Veneto che si dedicano a questa attività, di cui oltre il 60% sono donne. Si stima che circa 300mila famiglie venete assistano anziani non autosufficienti a domicilio, a cui si aggiungono quelle che affrontano la disabilità di un familiare.
L’invecchiamento della popolazione rende ancora più urgente l’intervento legislativo. In Veneto, il 7,9% della popolazione ha più di 80 anni, e si prevede che nel 2042 questa percentuale raggiungerà il 10,1%. «La proposta lanciata dal presidente Stefani – conclude Paglini – è di grande valore perché il tema è trasversale e riguarderà sempre più pervasivamente le nostre comunità. Per questo lo riteniamo un primo importante passo che dovrà rafforzare le tutele che si stanno cominciando a consolidare anche attraverso la contrattazione e la bilateralità».
La ricerca “Caregiver in Veneto: avere cura di chi ha cura”, promossa da Fnp Veneto e Cisl Veneto e realizzata da Fondazione Corazzin, ha evidenziato che un pensionato su due (49,8%) si dichiara caregiver, mentre lo fa più di un lavoratore su 3 (37,4%), e sono perlopiù donne: 6 su 10 si occupano di un genitore, uno su 10 si prende cura di due persone contemporaneamente. L’82% si sente abbandonato dalle istituzioni, dalle quali ritiene di ricevere poco o nessun sostegno. E anche se il 70% afferma di aver bisogno di aiuto per svolgere l’attività di caregiver, generalmente fa tutto da solo: il 67% non ha altre forme di supporto come assistenti familiari (badanti) o assistenza domiciliare integrata (ADI). Tra i lavoratori, solo il 10% può contare sul welfare aziendale o su altre prerogative contrattuali, e il 34,8% afferma che prendersi cura di un familiare non autosufficiente impatta significativamente sulla vita professionale. A monte, il 55,4% ha dovuto lasciare il lavoro o lo studio per fare il caregiver. E ancora: il 52,8% di loro ritiene pesante o molto pesante il proprio ruolo, con il rischio di ammalarsi a sua volta: il 45,8% dichiara peggioramenti nella propria salute fisica, e il 57% nella propria salute mentale.
La legge regionale rappresenta quindi una risposta concreta alle esigenze di migliaia di famiglie venete, un passo avanti verso una società più inclusiva e attenta ai bisogni dei più fragili.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

