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Veneto, turismo rurale primo in Italia

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“Quello veneto sarà un settore agrituristico ancora più attrattivo e competitivo. Con questo provvedimento di riorganizzazione delle attività turistiche legate al settore agricolo si va ad ammodernare tutto l’indotto, a cominciare dall’organizzazione dell’ospitalità e dall’introduzione di nuove attività, favorendo così quella dinamicità in campo turistico che molte imprese agricole venete stanno dimostrando con grande successo anche nella ripresa dopo la pandemia”.

Con queste parole l’assessore regionale al Turismo e all’Agricoltura Federico Caner esprime soddisfazione per l’approvazione da parte del Consiglio del nuovo testo con modifiche e integrazioni alla legge che disciplina le attività turistiche connesse al settore primario e che nasce anche dal confronto con le categorie del mondo agricolo in primis, e con tutte le associazioni di categoria. La legge approvata, dopo un ampio dibattito in aula, tiene conto di tutte le richieste emerse e discusse con i consiglieri di maggioranza ed opposizione al fine di garantire un’offerta integrata, completa e capace di rispondere a tutte le esigenze della filiera turistica veneta.

“Oggi è stata approvata una legge che tiene conto delle necessità del territorio e per questo ringrazio tutti i consiglieri, gli uffici coinvolti e tutti coloro che si sono impegnati per il raggiungimento di questo obiettivo, di grande importanza per il Veneto che, con 72 milioni di presenze annuali, è la prima meta turistica tra le regioni a livello nazionale – sottolinea l’Assessore -. In questo quadro, già nel 2019, ben 1 milione di presenze sono state indirizzate al settore ricettivo agrituristico, segnando una crescita rispetto agli anni precedenti. A maggior ragione ora, in questo momento di crisi mondiale dell’economia e di ripresa del turismo dopo la pandemia, si dimostra necessario per le aziende avere uno strumento normativo aggiornato che accompagni la ripartenza”.

“Il nostro obbiettivo rimane quello di dare maggior trasparenza al sistema del turismo rurale senza perdere di vista né la dinamicità del settore né il crescente interesse per questa forma di vacanza esperienziale anche in tempi di crisi perché sinonimo di tranquillità, di sollievo contro lo stress e di contatto con la natura – aggiunge l’assessore a Turismo e Agricoltura -. Stiamo parlando di una realtà di circa 1500 agriturismi riconosciuti in tutta la regione, dei quali circa il 65% offre ospitalità in camere, alloggi o agri campeggio oltre a garantire l’offerta di specialità del territorio con prodotti a chilometri zero delle aziende stesse. L’inserimento nel nuovo testo della legge delle attività di Enoturismo e dell’Oleoturismo dà ulteriori potenzialità alle nostre aziende anche al fine di un’ulteriore valorizzazione e un maggiore richiamo della tipicità della nostra produzione enogastronomica”.

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