La Regione del Veneto annuncia risultati eccezionali nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), superando ampiamente gli obiettivi prefissati nel programma Garanzia Occupabilità Lavoratori (GOL) e realizzando importanti investimenti nel settore turistico. Con oltre 280mila beneficiari raggiunti e un impegno finanziario complessivo di 332 milioni di euro, il Veneto si posiziona come modello di efficienza e lungimiranza nella gestione dei fondi europei, dimostrando una capacità amministrativa notevole nel trasformare le direttive nazionali in azioni concrete per il benessere della comunità
VENEZIA. Il Vicepresidente e Assessore regionale al Lavoro e al Turismo, Lucas Pavanetto, ha commentato con entusiasmo i traguardi raggiunti, sottolineando come la Regione abbia non solo centrato, ma addirittura superato i target regionali del programma GOL, un’iniziativa cruciale per il rilancio occupazionale post-pandemia. “Non solo abbiamo raggiunto il target regionale nel programma GOL – Garanzia Occupabilità Lavoratori, ma sono stati formati beneficiari aggiuntivi rispetto ai numeri richiesti nell’ambito del PNRR,” ha dichiarato Pavanetto, evidenziando l’impegno profuso. “Al 30 aprile 2026 sono stati raggiunti 281.636 beneficiari, il 115% del target previsto. Questo dato non è solo una cifra, ma rappresenta migliaia di storie di persone che hanno trovato nuove opportunità o rafforzato le proprie competenze.
L’amministrazione regionale ha dimostrato grande efficienza a vantaggio dei lavoratori, del territorio e dell’economia regionale. Ha saputo cogliere al meglio le opportunità offerte dal PNRR in uno dei settori, quello del mercato del lavoro, che più deve confrontarsi con il nuovo contesto socio-economico, con la sfida demografica, e il tema del mismatch competenze. Ringrazio gli uffici per questo importante risultato, frutto di un lavoro sinergico e costante”.
Questi risultati assumono un significato ancora maggiore in vista della scadenza imminente del 30 giugno 2026 del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza, che impone ritmi serrati e obiettivi ambiziosi. Già a dicembre 2025, i target erano stati ampiamente superati, con 264.117 beneficiari totali che avevano intrapreso percorsi di formazione o riqualificazione. I dati più recenti, aggiornati al 30 aprile 2026, evidenziano un ulteriore e significativo progresso: ben 92.992 persone hanno completato percorsi di formazione specifici, mentre 37.732 utenti hanno seguito una formazione digitale, essenziale nell’attuale panorama lavorativo.
La strategia adottata dalla Regione si è concentrata sulle reali necessità del mercato del lavoro locale, offrendo percorsi diversificati e mirati. Il 66% dei beneficiari ha intrapreso percorsi di Upskilling, ovvero formazioni di breve o media durata finalizzate a un rapido reinserimento occupazionale o all’aggiornamento delle competenze esistenti, un dato che riflette la dinamicità e la flessibilità richieste dal mercato. Il 19% ha optato per il reinserimento occupazionale, rivolto a chi necessita di un rafforzamento delle competenze, in particolare quelle digitali, per colmare gap minori. Solo l’11% ha seguito il percorso di Reskilling, dedicato a una riqualificazione di lunga durata per chi necessita di un cambiamento radicale di carriera, dimostrando una programmazione attenta alle diverse fasce di lavoratori.
Oltre al successo nel settore del lavoro, il Veneto ha compiuto passi significativi anche nel potenziamento dell’attrattività turistica, un pilastro fondamentale dell’economia regionale, grazie agli interventi finanziati dal Piano Nazionale Complementare (PNC). Un esempio lampante è il “Progetto integrato per il potenziamento dell’attrattività turistica delle aree del parco del Delta del Po”, sviluppato in stretta collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e i rispettivi Enti Parco. Questo progetto, del valore complessivo di 55 milioni di euro, ha visto l’assegnazione di 25 milioni di euro specificamente alla Regione del Veneto, con l’obiettivo ambizioso di valorizzare un’area di inestimabile valore naturalistico, paesaggistico e culturale, riconosciuta anche a livello UNESCO.
Gli investimenti nel Delta del Po hanno già portato a risultati concreti e tangibili, che stanno trasformando il territorio. Ben 13 dei 14 pontili previsti nell’area fluviale e lagunare sono stati ultimati, con un impegno finanziario di 1,5 milioni di euro, migliorando l’accesso e la fruibilità delle vie d’acqua. Sono stati inoltre acquistati due treni ibridi per un valore di 3,5 milioni di euro, un passo importante verso una mobilità più sostenibile e un miglioramento dell’accessibilità per i visitatori. Parallelamente, sono in fase di realizzazione importanti infrastrutture ciclabili, come le celebri ciclabili VENTO e ADRIATICA, che includono la costruzione di nuove passerelle e percorsi pedonali, oltre a collegamenti strategici con gli hub ferroviari. Questi interventi mirano a promuovere un turismo lento, ecocompatibile e rispettoso dell’ambiente, in linea con le moderne tendenze e le esigenze di sostenibilità.
Il recupero e la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale proseguono con determinazione. La ristrutturazione del centro ex CEAC, il Centro di recupero tartarughe marine di Ca’ Pisano a Porto Viro, un intervento da 1 milione di euro, è attualmente in fase di collaudo, rappresentando un importante presidio per la biodiversità marina. Parallelamente, è in corso la progettazione definitiva per la valorizzazione dei siti archeologici e turistici di Adria, San Basilio e Loreo, con previsione di fine lavori per il 2028. Questi progetti promettono di arricchire ulteriormente l’offerta culturale e turistica della regione, attirando visitatori interessati alla storia e alle tradizioni locali, e consolidando il Veneto come destinazione di eccellenza a 360 gradi.
Il successo del Veneto nell’attuazione del PNRR, sia nel programma GOL che negli investimenti turistici strategici, evidenzia una gestione proattiva, efficiente e mirata delle risorse. L’approccio regionale, focalizzato sulle esigenze concrete del mercato del lavoro e sulla valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, non solo ha permesso di superare gli obiettivi quantitativi imposti dal Piano, ma ha anche gettato le basi solide per una crescita sostenibile e inclusiva. Questi risultati rafforzano la posizione del Veneto come regione all’avanguardia, capace di trasformare le sfide complesse in opportunità concrete e durature per i suoi cittadini e per il suo sviluppo economico e sociale, proiettandosi con fiducia verso il futuro.
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