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Veneto verso il voto: la campagna del centrosinistra e degli altri candidati alternativi

Manildo chiude una campagna diffusa sul territorio, mentre Rizzo, Bui e Szumski rappresentano proposte alternative al duello con il centrodestra

TREVISO. A pochi giorni dalle elezioni regionali del 23 e 24 novembre, si chiude anche la campagna del centrosinistra e degli altri candidati. Una campagna più discreta rispetto ai grandi eventi mediatici dello schieramento guidato da Alberto Stefani, ma intensa sul fronte dei territori, dei programmi e dei confronti diretti con cittadini e categorie.

Il candidato presidente del centrosinistra, Giovanni Manildo, ha impostato la propria corsa su incontri diffusi e dialogo con amministratori locali, studenti e associazioni. Nel corso delle ultime settimane ha toccato numerose città venete, puntando i temi considerati centrali dalla coalizione: sanità pubblica, politiche giovanili, rigenerazione urbana, mobilità e sostegno alle imprese. Il candidato ha anche partecipato a confronti pubblici, ribadendo la necessità di “un Veneto più coeso e più attento ai servizi essenziali”.

Accanto ai partiti della coalizione – Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, +Europa, Volt, socialisti e varie liste civiche – si sono mossi anche i gruppi ecologisti, che nelle ultime settimane hanno organizzato gazebo e incontri locali su ambiente, consumo di suolo e tutela della biodiversità. La campagna dei Verdi e Sinistra, in particolare, si è concentrata su un approccio “dal basso”, con iniziative di ascolto in numerosi comuni della regione.

Oltre al centrosinistra, la scheda elettorale presenta altri candidati che offrono un’alternativa al centrodestra. Marco Rizzo, con una proposta collocata a sinistra radicale, ha impostato la sua comunicazione su temi come lavoro, sovranità economica e critica alle politiche nazionali ed europee. Fabio Bui, espressione dell’area popolare e centrista, si è concentrato su autonomie locali, agricoltura e infrastrutture di prossimità. Riccardo Szumski, medico ed ex sindaco, guida invece una lista di ispirazione civica che pone l’accento su partecipazione, sanità territoriale e autonomia amministrativa.

Pur registrando livelli di consenso più contenuti rispetto ai candidati principali, questi profili rappresentano un ventaglio di proposte rivolto all’elettorato che non si riconosce nel confronto tra centrodestra e centrosinistra. La loro presenza contribuisce a definire un quadro elettorale eterogeneo, in cui il voto “alternativo” può incidere in modo significativo sulla distribuzione dei consensi e sulla futura composizione del Consiglio Regionale.

Con la chiusura dei comizi e delle iniziative sul territorio, la campagna del centrosinistra e degli altri candidati non allineati alla maggioranza uscente si conclude dunque puntando su contenuti, incontri diretti e presenza capillare, in contrapposizione a un centrodestra che ha privilegiato raduni e visibilità mediatica.

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