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Variante Delta, un caso di Covid e in Nuova Zelanda scatta il lockdown nazionale

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Non c’è dubbio che da una prospettiva estera appare un tantino paranoico richiamare un lockdown per un solo caso, quando il resto del mondo annaspa sotto a una moltitudine di casi e varianti. Da dentro la bolla, invece, questo lockdown ha perfettamente senso. Per più di un anno, in Nuova Zelanda abbiamo tenuto stretto quello che un tempo era un bene comune nel mercato mondiale: una vita “normale”, ossia pre Covid-19. Perché questo caso ha richiamato tanta attenzione da riportare l’intero paese a livello 4 (quello più rigido), quando di casi ne abbiamo avuti anche se raramente e circostanziati? La differenza è che questo caso sembra essere apparso dal nulla, ossia un “community case”, per usare il termine tecnico. Un altro aspetto è la variante: Delta, ritenuta più contagiosa e pericolosa rispetto alla forma originale. I casi sono saliti, in maniera esponenziale a venti, solo rispetto a ieri, e ci si aspetta di raggiungere un centinaio prima che questo focolare vanisca. D’altro canto, il governo non vuole certamente assumersi rischi prima di avere vaccinato tutta la popolazione e per ora non si è arrivati a vaccinare i quarantenni. Per il momento i casi si trovano tutti a Auckland. Questo pomeriggio è stato riportato che i casi hanno un riscontro positivo da un punto di vista genetico con quello di un turista tornato di recente in Australia su un volo ripartito il 7 di Agosto. Il caso è un risultato del tentativo – fallito – di avere una bolla turistica tra Australia e Nuova Zelanda. Nel frattempo, come in una famiglia esemplare, la comunicazione tra il governo e i cittadini è incredibilmente efficiente. Riceviamo immediatamente aggiornamenti sulla situazione per mail e il richiamo del lockdown arriva per messaggio a tutti coloro che hanno un telefono. C’è da dire che questo lockdown non si pensa durerà per molto, dato che per ora è valido solo per tre giorni in tutto il paese, ad eccezione di Auckland dove bisogna stare in casa per sette giorni. Nonostante questo, le scommesse sono iniziate, da chi crede che finirà domani a chi pensa che ci vorrà un altro mese. Questa volta la popolazione non pare preoccupata come un anno fa: lo deduco dall’ammontare di carta igienica che non è stata razziata al supermercato. Questo è il lockdown neozelandese: efficiente, trasparente e veloce. In più, si è già fatto sapere che ai lavoratori saranno garantiti sussidi per il tempo che non saranno in grado di lavorare (per quelli che lavorano legalmente almeno). Come sembra che la gente abbia preso questo inaspettato lockdown? Per un anno si è sentito dire in giro “Se ci potesse essere un altro lockdown, solo per un altro po’, che meraviglia sarebbe…”. Fuori le maschere, la gente per strada porta a passeggio i cani e tutti mantengono disciplinatamente i due metri di distanza obbligatori. Grandi sorrisi da una bolla famigliare all’altra, mentre si aspetta pacificamente che la vita ritorni a com’era prima, almeno qui a Palmerston North.

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