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Vaccino antinfluenzale: in Veneto il quadrivalente è stato somministrato a tutte le categorie a rischio

1 minuti di lettura

“In Veneto il vaccino antinfluenzale quadrivalente è stato acquistato ed erogato per tutte le categorie a rischio e per gli operatori sanitari”.
 
Lo precisa l’Assessore alla Sanità della Regione, in relazione alle dichiarazioni sull’epidemia in corso rilasciate dal Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi che, tra le cause della forte diffusione di quest’anno, ha indicato il fatto che le Regioni hanno comprato e somministrato solo il 40% di vaccino quadrivalente e il 60% del trivalente, che contiene tre ceppi invece di quattro.
 
“Lo sapevamo bene – precisa l’Assessore – tanto che il più costoso quadrivalente è stato erogato a tutte le numerosissime categorie a rischio, e agli operatori sanitari. Riusciamo a tenere i conti in ordine, ma non sulla pelle della gente. Peraltro – aggiunge – la circolare ministeriale di inizio stagione non indicava la necessità e nemmeno l’opportunità di usare il quadrivalente e non il trivalente, ma conteneva solo un mero elenco di vaccini disponibili”.
 
Segue l’elenco delle categorie a rischio in Veneto.
 

  1. Soggetti di età pari o superiore a 65 anni
  2. Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza:
  3. Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
  4. Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza
  5. Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
  6. Medici e personale sanitario di assistenza
  7. Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio
  8. Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori (forze di polizia, vigili del fuoco, altre categorie socialmente utili,
  9. lavoratori particolarmente esposti per l’attività svolta, al fine di contenere ricadute negative sulla produttività)
  10. Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (allevatori, addetti all’attività di allevamento, addetti al trasporto di animali vivi, macellatori e vaccinatori, veterinari pubblici e libero professionisti).
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