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Uso e abuso degli antibiotici

Già da qualche anno è stato lanciato un allarme da parte dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS) per l’abuso indiscriminato degli antibiotici.

Già da qualche anno è stato lanciato un allarme da parte dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS) per l’abuso indiscriminato degli antibiotici. Questi vengono usati spesso con tempi e modi sbagliati e ciò fa si che siano un’arma potente, ma male utilizzata, con conseguenze che possono essere devastanti sia a carico del singolo individuo, sia a livello sociale.

Facciamo un passo indietro e vediamo esattamente cosa sono gli antibiotici e quando sarebbe ideale utilizzarli.

Gli antibiotici sono farmaci di sintesi che possono rallentare o fermare la proliferazione dei batteri, ma spesso vengono erroneamente prescritti per curare infezioni virali come influenza o raffreddore, o contro il batterio sbagliato. Anche la sbagliata somministrazione, dosi eccessive o insufficienti e periodi troppo lunghi o brevi, possono portare a conseguenze come recidive, allergie e predisposizione a nuove infezioni. Nel nostro paese ogni anno si stima ci sia un incremento di prescrizioni di antibiotici pari al 5%; questo dato ci pone a livello mondiale al terzo posto alle spalle di Grecia e Francia e addirittura davanti agli Stati Uniti.

Questo triste podio fa si che anche chi non assume abitualmente antibiotici paghi le conseguenze del loro uso indiscriminato: la ragione principale sta nel fatto che i batteri, per sfuggire all’azione degli antibiotici, mettono in opera strategie di sopravvivenza, attraverso mutazioni genetiche, che portano alla diffusione di “super batteri” tra la popolazione. In parole povere i batteri si armano al fine di essere invulnerabili all’azione antibiotica. Questo fenomeno è conosciuto come antibiotico-resistenza e sta preoccupando da anni l’OMS, perché le mutazioni dei batteri avvengono molto più velocemente della messa a punto di nuove molecole di sintesi per contrastarli, con conseguente aumento di infezioni pericolose di difficile risoluzione con i comuni antibiotici.

È arrivato il momento di capire che sarebbe corretto utilizzare quest’arma solo se veramente indispensabile, e con i giusti tempi e dosi.

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