Il “miracolo economico” e la scoperta delle vacanze
Il “miracolo economico” degli anni ‘60 aveva migliorato il tenore di vita dell’italiano, permettendogli di realizzare piccoli sogni come il televisore, il frigo, la lavatrice e l’automobile, almeno una piccola utilitaria. Il tutto pagato a rate.
L’esodo estivo
Le vacanze al mare in particolare diventano una vera e propria conquista sociale, che permette al semplice impiegato, all’artigiano e al pizzicagnolo, di piantare il proprio ombrellone accanto a quello del professionisti e imprenditori.
Allora tutta la famiglia partiva per le vacanze. L’utilitaria carica fino al tetto di valigie legate con gli appositi elastici e coperta di un nailon in caso di pioggia (che ogni tanti kilometri occorre fermarsi a rimboccare perché sbatacchia rumorosamente) la nuova Seicento o Millecento Fiat si immette fiduciosa nelle nuovissime autostrade della penisola.
I vacanzieri si muovono tutti insieme il giorno successivo alla chiusura delle grandi fabbriche del nord. All’ingresso del primo casello è già coda di svariati kilometri ma non ci si altera più di tanto, perché ci si sente parte di un insieme di privilegiati.
La terrazza sul mare
La mitica “terrazza sul mare” è il luogo in cui tutti i giovani si ritrovano. Lontani dai “matusa” ascoltano a tutto volume le canzoni scelte nel juke-box. Era quella l’estate dei ragazzi, uno sguardo, un ballo, il battito del cuore, i piccoli amori estivi che avrebbero accompagnato i sogni delle ragazze per tutto l’inverno, con la speranza di ritrovarli l’estate successiva. Il mondo stava cambiando e cominciava ad appartenere alla nuova generazione. Le rivoluzioni giovanili erano dietro l’angolo.
Credito fotografico: Quattroruote.it
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