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Una sentita risposta alla lettera aperta di Suor Anna Monia alla Preside Savino

Carissima Suor Anna Monia,
ho letto con molto interesse e tutto d’un fiato la sua lettera aperta, dove ha descritto, quel valore, quella potenzialità e qualità educativa che il mondo docente è chiamato a trasmettere ai nostri ragazzi.

Il suo scritto mi ha portato ad esprimere alcune considerazioni che, essendo frutto di esperienze personali, non hanno nessun tipo di ardire, ma rappresentano solamente il desiderio di un percorso scolastico vissuto come un’esperienza da rievocare nella parte bella della memoria.

L’apprendimento, si sa, è un cammino lento e progressivo, un’esperienza intrinsecamente bellissima, quando ben vissuta, perché ogni tipo di attività svolta apre una finestra su uno spicchio di realtà: il mondo del passato, quello storico e geografico, collegato inesorabilmente con i fatti che accadono nel presente; il mondo antropologico, in tutti i suoi aspetti, legato al buon comportamento e all’etica; la potenza della logica razionale della matematica sulla quale si esprimono le discipline scientifiche e teniche necessarie per l’innovazione e la scoperta; la creatività e l’arte scorta in un’immagine o testo narrato che esprime sentimento o emozione.

È un lavoro, quello del docente, propriamente pedagogico, un aspetto delicato della relazione educativa, che mira principalmente alla sensibilizzazione ai diritti fondamentali per una convivenza democratica nella società, alla trasmissione dei valori che identificano gli ideali di crescita personale ed il rispetto che si riflette sulla comunità; è una sfida quotidiana che spinge a sviluppare la capacità di rapportarsi con gli adulti autorevoli o i pari età, a rialzarsi dopo le cadute, a difficoltà, a rapportarsi con la fatica e le proprie fragilità, a riconoscere il valore e sacrificio del proprio lavoro, a far crescere la fiducia.

Tutto questo rappresenta un canone formativo altamente disciplinare, un’esperienza che genera un dialogo interiore di crescita profonda e consapevole che confronta i propri limiti con le relazioni sociali, predisponendo responsabilmente ad un’apertura verso il mondo dei grandi.

La visione in questa portata potrebbe realmente scuotere l’animo e dare la possibilità di vivere un cambio di prospettiva significativo.

Ma come si può promuovere un’educazione che ha degli obiettivi di questa gittata?
È una grande ed ardua sfida!

Ma il corpo docente lavorerà, come sempre, con i propri allievi per compiere nuovi e grandi passi, per proteggere il benessere di chi la scuola la vive.

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