Ricorre oggi, prima domenica di maggio, la Giornata mondiale della risata.
Mai riflessione esistenziale fu più veritiera di questa. Che la risata faccia bene all’ organismo, è assolutamente un dato di fatto… Il corpo ne trae un vigore indiscusso, mentre la mente ne ricava un vantaggio inestimabile. Oltre al fatto ovvio che ridere fa sempre simpatia e ti mette in buona luce tra amici consolidati e altri a futura incombenza.
Certo, c’è da dire che la risata ha una girandola di tali e tante sottocategorie, che alla fine quella perfetta, cioè tale per antonomasia, paradossalmente non esiste. Invece, e su questo nessun dubbio, esistono (in disordine culturale): la risata a denti stretti, a denti larghi, la risata a ghigno o a sghignazzo, quella col sibilo o col risucchio, la risata svelta e rattrappita, o lenta e farraginosa, la risata finta, o artificiale, o voluta, la risata piccola e nervosa, o aperta e baldanzosa, e poi la risata becera e mesta, o frenetica e spavalda, cosi come quella arrogante e sarcastica, o quella di cuore e di affetto, o di getto e d’istinto, o di circostanza e di consapevolezza, o di serenità e di saggezza, così come quella futile e ignorante, o colta e minimalista, o morbida e pressappochista , o inglese, o francese, o giapponese, o eschimese… insomma, quella che volete e potete emettere senza troppo rimuginarci su o vergognarvene. Ma… c’ è una risata insuperabile!
L’unica vera risata di cui non pentirci mai, in quanto semplice e indiscutibile: quella regalata a noi stessi! Perché quando tutto ci va storto, e ci fa credere di aver raggiunto il massimo della iella, quando non c’ è nessuno nei paraggi con cui sfogarci nell’ immediato, o probabile prossimo venturo, ecco… proprio quella, è la migliore risata della nostra vita! Perché non è festa di racconto, né terra di paragone, né covo di ragionamento, né arte di conclusione… Quella risata è il carrello della spesa su cui abbiamo messo tutto il peggio più tragicomico possibile, riveniente dal famoso, anzi, famosissimo: Giorno da dimenticare!
Per intenderci, quello da non confidare mai agli altri, perché tanto non capirebbero o non ci crederebbero! A noi stessi, invece si. Forse perché solo a noi è dato saper ridere, e anche molto bene, di noi stessi. E soprattutto dell’ineluttabile che ci capita sempre, contro ogni logica spazio-temporale di accadimento. Per finire, e con la benevolenza più sincera e cristiana auspicabile, buona risata a tutti!!!
Ezio Maria Picciotta è stato, negli anni 80, un cantautore prolifico, con vari successi personali come compositore e paroliere per altri cantanti, anche di caratura mondiale (Vanoni, Ricchi e Poveri, Iglesias, Mal …)! Ma la sua passione soprattutto per la scrittura, è rimasta comunque intatta nel tempo, a testimonianza della sua voglia indomita di considerare, soprattutto poeticamente, le cose e gli eventi più importanti della nostra vita. Oggi, dopo tanti anni, come un villaggio nel sole a picco sul mare, ne ha fatto la sua unica, ridente professione.
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