Site icon Il Nuovo Terraglio

Una pietra di Villa Longobardi per il Nuraghe Chervu in memoria dei Caduti della Grande Guerra

Una pavimentazione ad opus incertum, formato da tante “piastre” di materiale di recupero dai luoghi simbolici di ogni parte d’Italia, per un monumento in ricordo dei caduti della Grande Guerra.

Il progetto “Nuraghe Chervu” del Comune di Biella è iniziato nel 2008 su proposta del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe”, in memoria dei caduti sardi e piemontesi durante la Prima Guerra Mondiale.

Eretto nel 2008, il monumento è dedicato alla Brigata “Sassari” e ai Caduti biellesi della Prima Guerra Mondiale. Poi si è pensato di creare una memoria collettiva che ricordasse tutti i Caduti nella Grande Guerra.

Ed è così che le pietre “in memoriam” hanno cominciato ad arrivare da tantissimi comuni.

NURAGHE CHERVU MOGLIANO VENETO 185

Anche la Città di Mogliano Veneto ha accolto l’invito che, il 24 gennaio scorso, la Prefettura ha inviato a tutti i Comuni d’Italia, per un progetto condiviso che prevede l’invio di pietre di riuso dai Comuni di tutta Italia al fine di realizzare una sorta di selciato monumentale.

Le pietre, oltre che essere tipiche del paese, tratte da luoghi simbolici e identificativi, devono infatti riportare il nome del Comune e il numero dei caduti.

Per Mogliano, la pietra è stata recuperata dal restauro dell’area di Villa Longobardi, attuale Parco della Cultura Antonio Caregaro Negrin.

L’Associazione Nazionale del Fante, Sezione di Mogliano Veneto, in seguito ad attenta analisi comparativa dei dati, ha comunicato al Comune che i Caduti Moglianesi sono stati 185. Ora saranno ricordati anche in terra biellese, assieme a tutti i soldati che hanno dato la vita per la Patria.

LA STORIA. Alla sua morte (1863), Quintino Sella volle che nella basilica di San Sebastiano, tempio civico della Città di Biella, tre lastre di melafiro, provenienti dalle ormai dismesse cave di Graglia, decorassero il monumento funebre dedicato all’amico Generale Alfonso La Marmora, Senatore del Regno di Sardegna e fratello di Alessandro La Marmora fondatore dell’Arma dei Bersaglieri, dimenticato e rimosso nella sua terra di origine.

La scelta dei blocchi di roccia biellese vuole significare l’antico legame tra Biella e la Sardegna. Le altre pietre, provenienti da ogni parte d’Italia, vogliono rievocare il dolore delle guerre e dei sacrifici che hanno contribuito alla creazione dell’Italia moderna. Una memoria collettiva affievolita che con Nuraghe Chervu si vuole rinvigorire e tramandare.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

Exit mobile version