Venerdì 6 febbraio alle ore 11,30 c’è stato un evento speciale in Cattedrale a Treviso: la conferenza stampa che annunciava l’inizio dei lavori nella Cappella Malchiostro, in quella in cui c’è il famoso dipinto del Tiziano, L’Annunciazione del 1520, che è un high light di attrazione per i turisti che visitano la nostra città
TREVISO. Questa volta necessitano di restauro gli affreschi del Pordenone, che lavorò in quegli spazi contemporaneamente a Tiziano e il loro fu un incontro/scontro che si compì a colpo di pennello.
Anche questa volta chi sovvenziona l’operazione di refreshing dell’affresco è Save Venice, che è un’organizzazione statunitense non-profit , dedicata ad attività di conservazione e restauro di opere d’arte e architetture. A questa opera di tutela si somma il patrocinio di pubblicazioni, ricerche, borse di studio e mostre d’arte.
Nata nel 1971 in risposta alla tragica alluvione del 1966, Save Venice conta oggi più di 1.600 beni artistici restaurati (dipinti, statue, arazzi, pergamene etc.). Lo sforzo di Save Venice è sostenuto grazie al supporto dei suoi donatori e che sta estendendo la sua azione anche sulla terraferma.
Questa volta l’intero costo dell’intervento sarà coperto dal generoso contributo di Arnold M. Bernstein, già finanziatore di restauri importanti della Scuola di San Rocco a Venezia.
Così ancora una volta Save Venice attesta il suo impegno pluriennale per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio dell’arte veneta, scegliendo di prendersi cura di un dei luoghi più amati dai trevigiani e dal crescente numero di turisti che la nostra città ospita.
Ma la conferenza stampa è stata un momento importante per evidenziare delle sinergie che si sono attivate proprio grazie all’inizio di questo cantiere. Infatti in questa operazione vi sono anche come parti in causa Ancona, dove l’Assunzione ha trovato asilo per il tempo del restauro della cappella per evitare danneggiamenti presso la Pinacoteca Foresti, che tra l’altro è stata chiusa per due anni e la sua nuova apertura è stata segnata da questo prezioso prestito. Dal canto suo proprio da Ancona è partita la Pala Gozzi di Tiziano, che ritornata a Pieve di Di Cadore e diventata tra l’altro uno dei simboli dei Giochi Olimpici di Milano – Cortina 2026, fa parte delle celebrazioni per il 450mo anniversario della morte del grande cadorino con una mostra su Tiziano e il Paesaggio.
Quindi si è creata una triangolazione virtuosa tra queste tre città, che tra prestiti e collaborazioni, annoverano anche dei cicli di conferenze, come quelle dell’Estate Tizianesca che ora fatto tappa anche a Treviso ed in altre città della provincia trevigiana e quelle che si svolgeranno in Ancona attorno alla mostra dossier sull’Annunciazione del Malchiostro, su Tiziano e l’arte veneta.
Tutto questo è senz’altro merito di Don Paolo Barbisan, Direttore dei Beni culturali della Diocesi di Treviso, nonché ideatore di Chiese Aperte, associazione che ha l’obiettivo è di fare dei luoghi di culto un punto di incontro tra la comunità che li vive e i visitatori che vi entrano attraverso un gruppo di volontari formati adeguatamente per questo scopo.
Oltre a contestualizzare il luogo del restauro, Don Paolo ha tenuto ad evidenziare le maestranze qualificate che vi opereranno: la restauratrice Valentina Piovan, coadiuvata da un gruppo di giovani restauratori nel cantiere diretto dall’architetto Rossella Riscica, che ha adottato fin dalle sue premesse l’uso delle tecnologie più avanzate nel campo della diagnostica. In particolare, per quel che riguarda il trattamento delle superfici dipinte, prevederà l’uso di un particolare fascio di laser, che ha dato, fin dai primi saggi, risultati insperati, restituendo ai nostri occhi la ricca tavolozza e la tecnica magistrale del Pordenone.
Infine sarà ancora la luce a dare origine ad un”restauro virtuale” della Cappella.
E’ infatti allo studio proprio in questi giorni la fattibilità di un complesso sistema di proiezione che potrà restituirci l’immagine dei perduti affreschi della cupola distrutta durante i bombardamenti di Treviso durante la Seconda Guerra Mondiale, risarcendo in maniera filologica il dialogo interrotto, tra la figura del padre Benedicente di Pordenone, che si volge verso la scena dell’Annunciazione.
E’ da citare anche il contributo economico e logistico per rendere possibile tutta questa movimentazione delle opere tizianesche in oggetto; quello dell’azienda DBA group della famiglia De Bettin, che ha voluto significare in maniera congiunta la propria origine cadorina e l’approdo a Treviso, dove ha conosciuto il crescente sviluppo delle proprie attività imprenditoriali nel campo delle infrastrutture.
Presenti alla conferenza stampa anche Mons. Mauro Motterlini, vicario generale, che ha portato i saluti del Vescovo; il sindaco Mario Conte, la dott.ssa Marta Mazza Sopraintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova,Treviso e Belluno, che ha tessuto le lodi di questa collaborazione virtuosa tra Treviso, Pieve di Cadore ed Ancona . Una nutrita delegazione era presente anche da Pieve di Cadore, in particolare nelle persone del prof. Renzo Bortolot, Presidente della Magnifica Comunità del Cadore e la professoressa Giovanna Coletti, Presidente della fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, nonché Melissa Coon , Direttore dell’Ufficio Save Venice della sede di Venezia.
Concludendo è necessario sottolineare che al di là dell’indiscutibile valore della conservazione di questo importante sito, le sinergie che si sono attivate per questo progetto sono un esempio virtuoso di quello che dovrebbe essere la cura del patrimonio storico-artistico in Italia, generando incontri di valore e facendo scaturire relazioni feconde che contribuiscono così a costruire comunità consapevoli, aperte ed inclusive.
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