Italian flag
#instacultAttualitàBlogSlide-mainSport

Una generazione senza notti magiche

1 minuti di lettura

Tre mondiali di fila a cui non si partecipa sono francamente troppi, e segnano quella generazione a cui è stato vietato un sogno, attraverso il football e le sue notti magiche

Un vero e proprio incubo che dura da dodici anni, con tre mancate qualificazioni che, giocoforza dipingono un vero e proprio affresco di un’epoca, calcisticamente parlando, destinata agli annali. Vivere i mondiali, partendo dal fantastico Pozzo, trainer dell’Italia che si aggiudicò i trofei del 34 e del 38, per avvicinarsi lentamente agli anni nostri, cercando di sfuculiare nelle cronache, magari dal 1970, quando in Messico, allo stadio Azteca l’Italia, allenata da Ferruccio Valcareggi, si gioca la finale con il Brasile e soccombe per 4-1 al termine di un mondiale che la vede protagonista di quello che ancora oggi è considerato il match dei match: Italia Germania 4-3. Per poi arrivare al sublime 1982, quando la nazionale di Enzo Bearzot, partita assolutamente al di fuori dei favori del pronostico, spalanca le ali e trionfa al Santiago Bernabeau con la Germania, celebrando Pablito e un 3-1 finale, dove un Pertini iconico, esulta in tribuna e al rientro in aereo gioca a scopa con Bearzot, Causio e Zoff. Passando per l’Italia 90, gli occhioni spiritati di Totò Schillaci e appunto le notti magiche cantate da Nannini e Bennato, ispiratissimi. Per finire con il 2006 e Lippi, che vince in Germania con una finale ai rigori decisa da Grosso, che incrocia un destino assolutamemte inedito un mesetto prima. Tutta narrativa che, vissuta, assume un valore ben definito, lontano ovviamente da una cifra propedeutica all’educazione, sarebbe troppo, ma alla formazione sì. Ne siamo consci. Perchè l’appuntamento estivo con il mondiale rappresenta una certezza da vivere ogni quattro anni, al di là della passione per il calcio e del tifo, oggettivamente importante, ma sopratutto di conoscenza verso quella cotè rappresentata dalla geografia e dal genio calcistico che soggiorna nelle varie nazionali. Torneo che alla fine genera un grande turbillion emotivo nonchè ludico. Ed è un offesa oggi non fornire il tutto alle nuove generazione, logore dei racconti e desiderose di vivere di persona la competizione delle competizioni.

Photo credit by Wikipedia

Instacult di Mauro Lama

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

1065 articoli

AUTORE
Giornalista pubblicista, cura personalmente rubriche di arte e cinema.
Articoli

    ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

    Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

    Newletter Il Nuovo Terraglio

    Articoli correlati
    AttualitàSlide-mainSportTreviso

    Dolomiti Bellunesi a Treviso. Oggi al Tenni sarà una sfida aperta

    2 minuti di lettura
    Un match molto sentito, un derby che ritrova le due squadre dopo il match di Coppa Italia di serie C, dove i…
    AttualitàSlide-mainVeneto

    Autonomia del Veneto, nove anni dal referendum: la Regione lancia dieci borse di studio per i giovani

    3 minuti di lettura
    Dal referendum del 2017 all’approvazione delle intese definitive da parte del Consiglio dei ministri: le tappe del percorso dell’autonomia e l’iniziativa di…
    CiboSlide-mainVenezia

    A Venezia i cuochi di "Tocia! Cucina e Comunità" entrano nella cucina di Sestante – Osteria di Mare

    2 minuti di lettura
    Una nuova fase per l’osteria veneziana Sestante: fino al 15 dicembre si trasforma in un’osteria contemporanea dove la qualità della proposta gastronomica…