Il provvedimento parla chiaro, al fine di contrastare l’emergenza idrica sei comuni della provincia di Treviso hanno emanato un’ordinanza dettando alcune regole per arginare i problemi dovuti alla siccità, con un marzo asciutto che più non si poteva ed un aprile con qualche acquazzone sporadico, ma sembrerebbero vittorie di Pirro.
Il sestetto dei comuni comprende Breda di Piave, Carbonera, Maserada sul Piave, Ponzano Veneto , Silea e Villorba, che “invitando“ la popolazione ad usare l’acqua con parsimonia e comprendonio consegnano una sorta di vademecum da seguire. Pedissequamente.
Orbene, si va dai grandi classici “chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti“, “caricare in toto lavatrici e lavastoviglie“, “prediligere la doccia e non il bagno assieme ad altri“.
Acqua, acqua, fortissimamente acqua, da non utilizzare inoltre per il lavaggio tipico delle auto in cortili e piazzali, dove se ne usa eccome.
E poi bando al riempimento di vasche, fontane per l’irrigazione di prati e giardini privati, nonché il getto continuo di dell’acqua di pozzo artesiano limitandola con rubinetti appositi.
Insomma vietare per non sprecare, sembra che sia questo il messaggio dei Sindaci che attraverso regole e sani comportamenti dovrebbero portare ad alleviare se non arginare l’emergenza idrica, un grande problema per la quale la Regione del Veneto aveva gà emanato una propria direttiva che strizza l’occhio al recente Decreto Legge per contrastare il fenomeno, in base al quale è stata istruita un’apposita Cabina di regia nell’ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la nomina a breve di un commissario straordinario.
Nel contempo le grandi vasche da bagno irrorate da acqua bollente e bagnoschiuma al latte e miele o al sandalo, con mille bolle a fare da dolce compagnia rimarranno un vecchio retaggio da reintrodurre quando Giove pluvio si ripresenterà in maniera continua e copiosa.
Una doccia e via quindi meglio se veloce e possibilmente in compagnia, ma se siete soli o sole non suonate al vicino o alla vicina di casa, potrebbe non aver letto l’ordinanza, ça va sans dire.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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