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Un naufragio che si doveva evitare

Un viaggio per cercare una vita migliore, fuggendo dalla guerra, dalla povertà e l’oppressione. Un viaggio con i propri figli, anche piccolissimi, alla ricerca della felicità. Un sogno che si è disperatamente infranto sulle coste calabresi. Un naufragio che si doveva e probabilmente si poteva, secondo chi è avvezzo ai salvataggi in mare anche in condizioni estreme, evitare.

CROTONE – È una strage di migranti quella avvenuta intorno alle cinque di ieri mattina nello specchio d’acqua a pochi metri dalla riva del litorale di “Steccato” di Cutro, a una ventina di chilometri dal capoluogo Crotone. Sono saliti a 62 i cadaveri finora recuperati e 81 persone sono state salvate. Ma si pensa che le vittime potrebbero raggiungere il centinaio. La barca sulla quale viaggiavano i migranti, un caicco partito 4 giorni fa dalla Turchia, si è spezzata in due a causa del mare mosso.

Il barcone carico di migranti era partito quattro giorni fa dal porto di Izmir, in Turchia. A bordo persone provenienti per lo più da Iran, Afghanistan, Siria.

Dalle 5 di questa mattina continua il lavoro dei Vigili del Fuoco nella zona di Steccato di Cutro, sulla costa crotonese, per il naufragio del barcone di migranti. Operano squadre ordinarie, soccorritori acquatici e sommozzatori del Corpo nazionale, anche con imbarcazioni e moto d’acqua.

Al momento sono 62 i corpi privi di vita recuperati dai soccorritori, trasportati dalla corrente. Sono invece 81 i naufraghi salvati, alcuni ricoverati in ospedale.

Tra le vittime ci sono anche due gemellini di pochi anni e un bimbo di alcuni mesi. I corpi dei primi due sono stati recuperati in mare, mentre quello del neonato è stato trovato sulla spiaggia. Nel naufragio, secondo alcune stime, sarebbero morti una ventina di bambini.

Secondo i superstiti, a bordo del barcone – che dalle prime ricostruzioni sembra essersi spezzato per il mare forza 3 con onde alte due metri – c’erano tra 150 e 200 persone.

È stato un pescatore a lanciare l’allarme alla polizia, dopo aver notato l’imbarcazione già distrutta e i primi corpi galleggiare in acqua. Carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza, capitaneria di porto, vigili del fuoco, personale del 118 e croce rossa italiana sono arrivati subito sul posto per prestare soccorso. Davanti ai loro occhi una situazione a dir poco terribile.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il proprio “dolore per il naufragio avanti alle coste crotonesi, nella quale hanno perso la vita decine persone e tra queste alcuni bambini. Molti tra questi migranti provenivano dall’Afghanistan e dall’Iran, fuggendo da condizioni di grande difficoltà. È una ennesima tragedia del Mediterraneo che non può lasciare nessuno indifferente“.

Nell’esprimere il cordoglio per le vittime, la vicinanza ai naufraghi – cui va assicurata un’adeguata accoglienza – e il ringraziamento ai soccorritori, il Presidente della Repubblica sollecita un forte impegno della comunità internazionale per rimuovere le cause alla base dei flussi di migranti; guerre, persecuzioni, terrorismo, povertà, territori resi inospitali dal cambiamento climatico.

È altrettanto indispensabile che l’Unione Europea assuma finalmente in concreto la responsabilità di governare il fenomeno migratorio per sottrarlo ai trafficanti di esseri umani, impegnandosi direttamente nelle politiche migratorie, nel sostegno alla cooperazione per lo sviluppo dei paesi da cui i giovani sono costretti ad allontanarsi per mancanza di prospettive.

“Le ricerche sono proseguite durante tutta la notte ma in maniera meno agevole perché il buio non le ha aiutate. Stamattina hanno trovato un’altra vittima quindi il bilancio è ora di 60 vittime però mancano molti dispersi. Dalle testimonianze raccolte dai superstiti a bordo dovevano esserci 180-200 persone e quindi si presume ci siano altri 30/40 dispersi. E’ una giornata di lutto per la Calabria ma anche di grande solidarietà, i comuni del Crotonese oggi hanno dichiarato una giornata di lutto, i cittadini stanno raccogliendo i generi alimentari per i superstiti quindi una giornata di grande dolore ma anche di grande solidarietà per la Calabria”, afferma Roberto Occhiuto, presidente Regione Calabria, a 24 Mattino su Radio 24.

“Al governo chiediamo strutture che aiutano i sindaci ad accogliere ed identificare i migranti, oggi noi non abbiamo strutture del genere e quindi chiediamo che ci sia un impegno in questa direzione. Chiediamo al governo che sia ancora più determinato, più di quanto sta già facendo in questi mesi, con l’Unione Europea. Registro le dichiarazioni dei vertici dell’Unione Europea come dichiarazioni di speranza per quanto mi riguarda, evidentemente c’è una presa di coscienza del fatto che la Calabria è interessata da continui flussi migratori, a volte da rotte trascurate negli ultimi anni e siccome sono trascurate generano tragedie come quella di Crotone”, conclude.

Cordoglio anche da Ursula von der Leyen che invita a “raddoppiare gli sforzi”. Giorgia Meloni esprime un profondo dolore e invita a non speculare sui morti.

credits foto Vigili del Fuoco

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