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Un grande amore

3 minuti di lettura

Assente giustificata!

Da un bel po’ che non scrivo, non perché non abbia nulla da condividere, anzi, troppo.

Tante cose si susseguono nella vita strampalata di una madre, moglie, sorella, figlia, nipote, presidente, imprenditrice….

Poi per ogni ruolo possiamo proseguire con sottoruoli altrettanto importanti.

Ma mi fermo qua lasciando spazio all’immaginazione.

Ciò che mi impedisce di fermarmi non è tanto la quantità del lavoro- è un correre continuo per esserci- ma il peso emotivo che comporta. Stare ad ascoltare me stessa è togliere tempo agli altri!

Ma oggi sono qui, una domenica mattina di ottobre, sola in casa, e tra  zucchine trifolate e peperoni alla griglia ho deciso che è tempo di aggiungere qualche riga al mio cammino intrapreso qualche mese fa.

Come detto prima sono anche una piccola, piccola imprenditrice.

Insieme a mio marito da un paio d’anni abbiamo deciso di ri-stravolgere la nostra vita e creare una startup a vocazione sociale

– devo girare i peperoni, sento odore di bruciato…

Dicevo una nuova realtà imprenditoriale che coniuga i bisogni della persona con il profit dell’impresa grazie ad un idea innovativa da commercializzare.

Nasce Ol3 Bike sulle orme di un prototipo nato anni prima per Gabriele, appunto la Gabri Bike.

Di cosa sto parlando?

Vado velocemente indietro con il tempo, a quando Gabri aveva pochi anni. Già etichettato autistico più e più volte abbiamo tentato di insegnargli ad andare in bicicletta. Lo desiderava, gli piaceva, ma non appena partiva la sua attenzione si dirigeva sul movimento delle ruote.

Questo girare lo attraeva tanto da voler toccare, sporgendosi in avanti. Infine dopo pochi metri scendeva e portava a mano la bici, si fermava, ripartiva, per osservare l’affascinante movimento circolare. Poco dopo imparò che girando la bici sottosopra si poteva far ruotare quel cerchio e questo segnò definitivamente la fine del nostro sperare.

Passano gli anni, crescono i seggiolini, scorre sotto le ruote tanta strada e papà non si arrende mai. Così studiando qua e là scopre che negli anni ’90 in America un altro papà aveva progettato un prototipo di tandem a guida posteriore.

La lampadina si illumina e mio marito, dopo numerose notti insonni, disegna un tandem simil gravel a guida posteriore e a pedalata assistita, il Gabri Bike.

Da due telai di mountain bike acquistati sul web tagliati e saldati ricava il telaio definitivo. Studia un manubrio ampio per guidare dalla postazione posteriore, che avvolge il passeggero anteriore. Un manubrio più piccolo davanti per dare la sensazione al passeggero di poter decidere la direzione e via!

il tutto a tempo di record, per far prendere anche a Gabriele il patentino da ciclista insieme a tutti i suoi compagni di scuola, un bel giorno di primavera nella piazza del paese, con percorso allestito e con la supervisione dei vigili urbani.

La gioia in quegli occhi, l’immensa felicità di padre e figlio, il grande amore che li lega e che li porta a superare ogni ostacolo, insieme, l’uno per l’altro, con stima reciproca, fiducia, complicità passa anche da due ruote sull’asfalto, condividendo la fatica ma anche i silenzi di strade tra i boschi, in montagna…

Ben presto il tandem è apprezzato da altri genitori; si decide di metterlo in produzione.

Due anni son passati da quando è nata la startup, molti e costanti i miglioramenti per rendere il tandem sempre più su misura.

Come un vestito sartoriale, che di prove ce ne sono tante perché stia perfettamente addosso.

Non c’è un Ol3 Bike uguale all’altro.

I genitori vengono a vederlo, lo provano, si sorprendono dell’agilità, della velocità.

I bimbi si divertono, prendiamo le misure per le pedane, se il bimbo è piccolo, o non riesce a girare i pedali. I sellini li abbiamo inventati di diverse forme, anche contenitivi, per supportare la seduta…

Ma la cosa ancora più bella è che si diventa amici e ci si trova ogni tanto per qualche avventura insieme.

Gabri e papà la domenica partono, un bel po’ di Km li aspetta, mete sempre più lontane. Insieme, indissolubili, come pappa e ciccia, buseta e botton, culo e camicia…

 GABRIELE: “È piacevole correre senza fretta e sentire lo scricchiolio dei sassi al passaggio delle ruote. Mi piace osservare come girano, vedere con prospettive diverse il moto circolare, il ritmo dei raggi che scorrono… a volte non mi accorgo del paesaggio intorno a me tanto m’incanto ad osservare la ruota! Ma è sempre strepitoso, il chiaroscuro che si alterna sulla strada con il sole che si nasconde e ricompare tra i rami degli alberi, le foglie che si muovono e brillano alla luce, l’erba tremolante dal soffio del vento leggero…la mia mente si rilassa, nessun rumore, l’ombra degli alberi, tutto contribuisce a rallegrare i miei pensieri.

– Vento, vento portami via con te- Quanto mi piace il vento!”

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