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Un Giardino della Memoria in Via D’Amelio

3 minuti di lettura

Il 21 giugno Salvatore Borsellino lancia una petizione su change.org. Ha un sogno: creare un Giardino della Memoria dove sorge l’ulivo che ricorda la strage di via d’Amelio, nel luogo in cui il 19 luglio 1992 persero la vita suo fratello Paolo e gli uomini della sua scorta: Agostino Catalano, Ema, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

PALERMO – “Voglio lanciare un appello a tutti i cittadini di buona volontà perché venga posto finalmente rimedio a quel mancato divieto di sosta che, ormai quasi trentuno anni fa, facilitò il compito a chi doveva preparare quell’attentato che spezzò la vita di Paolo e dei cinque agenti della sua scorta.

In quel luogo che quell’esplosione aveva trasformato in un inferno, in quella terra bagnata dal sangue mescolato insieme di Paolo e dei suoi ragazzi, in quella terra dove erano disseminati i pezzi dei loro corpi smembrati, mia madre ha voluto che fosse piantato un Ulivo, che fece venire apposta da Betlemme, perché quel luogo diventasse un simbolo di pace e di speranza piuttosto che di violenza e di morte.

Quell’ulivo oggi è meta del pellegrinaggio delle tante persone che da ogni parte d’Italia e del mondo si recano in quel luogo e si raccolgono in meditazione, ma oggi come allora, la strada è sempre ingombra di macchine che lo circondano e lo soffocano. 

Di Dedda71 – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org

“Mi è nato allora dentro un sogno, che quello che oggi è soltanto un posteggio di auto possa diventare finalmente un Giardino della Memoria dove le centinaia di persone che ogni giorno, a tutte le ore del giorno, vengono davanti a quell’albero, possano sostare in raccoglimento, magari sedendosi a riposare su delle panchine che lo circondino delle aiuole che lo delimitino, senza doversi districare in mezzo alle auto, facendo ritornare quel luogo quello che è e che deve essere, un luogo sacro e non soltanto un posteggio per le auto”.

In quel giardino porrebbero essere poi piantati degli altri ulivi che ricordino le altre vittime, gli altri martiri di questa lotta che ha fatto così tante vittime nella nostra città e non solo.

Via D’Amelio, oggi come allora, è una strada chiusa, delimitata da quello che una volta era un giardino di limoni e oggi è soprattutto un posteggio e dietro il muro di quel giardino si nascose la mano che azionò quel telecomando che fece scendere l’inferno in terra, non ci vorrebbe tanto a farlo tornare quello che è e che deve essere, un luogo sacro che ricordi il sacrificio di quelli che oggi chiamano eroi, che chiedono soltanto un po’ di pace“.

SI MUOVE ANCHE IL COMUNE DI PALERMO

“E intanto qualcosa, grazie all’impegno di voi tutti, comincia a muoversi – spiegava il 30 giugno scorso Paolo Borsellino attraverso la sua pagina Facebook – mi è arrivata oggi la notizia che il Comune di Palermo, con un atto di indirizzo del Vicesindaco Carolina Varchi, ha accolto la petizione da me lanciata e da voi sostenuta. È il primo passo perché il nostro sogno diventi realtà ma dobbiamo continuare a vigilare perché i meccanismi della burocrazia non si inceppino e il nostro sogno resti soltanto un sogno”.

Tutti noi della redazione abbiamo raccolto l’invito, e oggi lo proponiamo a voi.

“Il 3 luglio abbiamo abbiamo raggiunto le 100.00 firme – dice Salvatore Borsellino attraverso change.org. – È un risultato eccezionale, c’è stata una media di 8.470 firme al giorno ma c’è stato un giorno, il 26 giugno, in cui ci sono state 41.217 firme, più di una firma al secondo per tutte le 24 ore. È un risultato che non sarebbe stato possibile raggiungere senza l’impegno di ciascuno di voi e di questo ve ne sarò sempre grato“.

Dal 3 luglio a oggi le firme sono 111.688. Il prossimo obiettivo è arrivare a 150mila firme.

Aiutiamo Salvatore Borsellino a dare vita al suo sogno, che è poi quello di tutte le persone che non hanno mai dimenticato le vittime della mafia e le loro famiglie.

Firma anche tu la petizione per un Giardino della Memoria in via D’Amelio

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