Dopo il successo di Spettri, il regista lituano Rimas Tuminas torna a Venezia e si confronta con un testo di Carlo Goldoni. Giovedì 20 aprile il debutto in prima nazionale al Teatro Malibran.
VENEZIA – Dopo il successo di Spettri, il dramma di Ibsen che con l’interpretazione di Andrea Jonasson nei panni della signora Halving ha animato i palcoscenici di 14 tra i più grandi teatri italiani catturando il pubblico per un totale 64 recite, il regista lituano Rimas Tuminas torna a Venezia per confrontarsi ora con un testo di Carlo Goldoni. Giovedì 20 aprile (ore 20.30) debutta in prima nazionale al Teatro Malibran Un curioso accidente, un classico poco frequentato del Settecento che Tuminas sceglie per affrontare in scena problematiche sociali e politiche della realtà contemporanea.
Lo spettacolo, una nuova produzione del Teatro Stabile del Veneto-Teatro Nazionale che resterà in cartellone al Malibran fino a domenica 23 aprile, si inserisce nell’ambito di “Goldoni 400”, il progetto di celebrazioni per i 400 anni del Teatro Goldoni promosso dal TSV assieme al Comune di Venezia e alla Regione del Veneto. Sul palco, gli interpreti Luciano Roman, Valerio Mazzucato, Margherita Mannino, Alberto Olinteo, Emilia Piz, Daniele Tessaro e Sara Verteramo, danno nuova vita a una storia che racconta la crudeltà umana e i pericoli che ne derivano, una vicenda drammatica ma anche esilarante di una famiglia in cui padre e figlia usano gli altri come marionette di un personale gioco al massacro.
Le scene sono di Youlian Tabakov, i costumi di Eleonora Rossi, mentre a curare le luci e il sound design sono rispettivamente Nicolò Pozzerle e Andrei Mirnyi.
Note di regia di Rimas Tuminas – Uno spettacolo quale Un curioso accidente è una meteora che passa attraverso due fatidici periodi del presente. Solo due anni fa, a causa della pandemia, dicevamo che “il mondo non sarebbe più stato lo stesso”, e infatti presto il mondo intorno a noi è diventata in “bianco e nero”, come accade sempre durante le guerre. Il mondo di oggi ci divide e ci rende estranei, trasformando gli esseri umani in piccoli despoti nel proprio regno. Per rappresentare i sentimenti contrastanti di oggi e questo mondo che trema cerchiamo risposte nel capolavoro di Carlo Goldoni Un curioso accidente. La sua forma teatrale aperta, la recitazione vitale, la velocità vertiginosa del susseguirsi di eventi e la leggerezza della performance andranno a togliere qualsiasi patina di vecchio che la cosiddetta “commedia da salotto” può evocare.
Un curioso accidente è la storia crudele, drammatica ma anche esilarante di una famiglia. Padre e figlia usano gli altri come marionette di un loro gioco. I termini come “amore”, “cura”, “amicizia” e “generosità” nelle mani di questi personaggi vengono capovolti e diventano strumenti per insultare, deridere e ferirsi a vicenda. Lo spettacolo non parla di amore. Quello che i personaggi chiamano “amore” non lo è. Nessuno di loro ha mai provato un vero amore ed è quello il motivo per cui continuano ad esigere l’amore l’un dall’altro.
L’opera di Goldoni risuona nell’oceano di menzogne, manipolazione e disinformazione nel quale siamo immersi oggigiorno. Al pubblico è chiesto di aprire la propria mente ai significati nascosti del lavoro di Goldoni. Questo testo fornisce una finestra sul passato e al contempo fa luce sul presente, rendendoli entrambi utili contributi nella continua evoluzione delle idee e forme teatrali.
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