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Un capodanno diverso: l’incendio del castello di Ferrara

La magnifica città estense ha accolto il 2026 con il suo evento simbolo, una tradizione che tocca il cuore e lo sguardo di migliaia di visitatori: il Capodanno di Ferrara. Giunta alla sua 26ª edizione, questa celebrazione non è solo un evento, ma un’esperienza indimenticabile, uno degli appuntamenti più attesi a livello nazionale e uno dei capodanni più grandi d’Italia

FERRARA. La sera del 31 dicembre, l’imponente Castello Estense è diventato  il palcoscenico di un prodigio: l’Incendio del Castello, lo spettacolo piromusicale più magico ed emozionante d’Italia. Un’esplosione coreografica di colori vibranti, fontane di luce e potenti fuochi d’artificio hanno danzato a ritmo di una colonna sonora epica e studiata, trasformando il cielo di Ferrara in un gigantesco, indimenticabile capolavoro luminoso. E’ stato un vero caleidoscopio di emozioni, che ha segnato il passaggio al nuovo anno in modo spettacolare. 

L’incendio del Castello Estense infatti ha animato la città di Ferrara con uno spettacolo di circa 2000 fuochi d’artificio in 15 minuti di musica. La ditta Parente si è occupata degli effetti pirotecnici con uno spettacolo studiato e disegnato nel rispetto dell’ambiente di un edificio, il Castello Estense, simbolo della città, che quest’anno festeggia anche i trent’anni dal riconoscimento Unesco di sito patrimonio dell’Umanità. 

“Conosciamo bene il Castello – spiega il regista dello spettacolo di artificio Giuliano Sardella, direttore artistico della Parente fireworks – e lo rispettiamo perché è una struttura delicata che richiede una preparazione attenta e particolari precauzioni di tutela. Come sempre, tutte le balconate sono ricoperte con della guaina in alluminio, per evitare di macchiare i marmi o arrecare danni alla struttura. Siamo stati noi a fare il primo spettacolo di incendio coreografico del Castello estense, nel 1999, quando venne ideata la prima edizione, curando in totale una ventina di edizioni. È una grande responsabilità e al contempo una grande emozione, anche perché sappiamo di avere davanti un pubblico di 30mila persone.

I fuochi sono quasi 2000, distribuiti su un’area molto vasta e selezionati per uno spettacolo architetturale. Non ci sono botti, ma quadri pirotecnici ed effetti cromatici, che incorniciano il Castello. Per questo usiamo soprattutto fuochi d’artificio monogetto di piccolo calibro (20 millimetri), del tipo T1 e T2, che appartengono alla categoria teatrale e non hanno materiale che si stacca. Sono gli stessi che usiamo, ad esempio, per la scenografia del tour di Vasco Rossi. L’altezza massima di gittata è di 35-40 metri. Le torri del Castello, del resto, sono alte già 56 metri e visibili dappertutto. Lo spettacolo abbraccia tutti e quattro i lati, con effetto illuminante, cascate argento in piazza Castello e largo Castello. Insomma, quindici minuti di spettacolo ininterrotto con colonna sonora studiata e concordata, affidata a una varietà di autori, italiani inclusi”.

Il famoso incendio del Castello di Ferrara divampa partendo dalle torri più alte, dando inizio ad una cascata di fuoco colorato, che lentamente travolge le facciate, i ponti, fino ad arrivare ad avvolgere tutto il Castello e dare vita ad uno spettacolo pirotecnico mozzafiato.

L’elemento emozionante, legato ai fuochi, si accompagna a un grande lavoro che viene svolto per garantire la massima sicurezza per le circa trentamila persone previste tra il pubblico. Questo comporta la messa in campo di tutta una serie di misure, studiate per garantire ordine e sicurezza, e oltre 120 addetti dell’agenzia di sicurezza, impegnati in campo assieme alle forze dell’ordine. 

L’attesa dell’evento clou infatti è stata curata da Radio Bruno, mentre l’incendio del castello è stato accompagnato da un commento musicale scelto ad hoc: le meravigliose note di The Great Gig in the Sky dei Pink Floyd, per raggiungere una dimensione epica con Chevaliers de Sangreal di Hans Zimmer. L’eleganza orchestrale di Life on Mars eseguita dalla London Symphony Orchestra ha accompagnato uno dei momenti più lirici dello spettacolo, mentre The Show Must Go On dei Queen ha preparato il pubblico al gran finale.

A rendere indimenticabile il finale dello spettacolo, oltre il conto alla rovescia collettivo che parte alle 23,55, è stata Albachiara di Vasco Rossi, che ha chiuso l’incendio del Castello ed accompagnato l’ingresso nel 2026.

Una scelta fortemente simbolica, accolta da un lungo e corale canto del pubblico, che ha voluto rendere omaggio ad uno dei più grandi artisti della musica italiana e al doppio concerto-evento che proprio a Ferrara aprirà il suo nuovo tour 2026, il 5 e 6 giugno al Parco Urbano “Giorgio Bassani”.

Un evento quindi, quello dell’incendio del castello, da non perdere e da programmare per il prossimo capodanno 2027.



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