Si è spento un anno fa Don Armando Trevisiol, il parroco che ha “cambiato” Mestre. Lo scorso maggio è uscito il libro “Un uomo riuscito”, incentrato sulla sua vita e sulle sue opere
Mestre – É sempre bastato il suo nome, Don Armando, per dire tante cose: i Centri Don vecchi, Radio Carpini San Marco, la Bottega solidale, i Magazzini San Giuseppe e San Martino, e moltissimo altro ancora.
Don Armando Trevisiol era nato ad Eraclea, in provincia di Venezia, il 15 marzo 1929. Figlio di un falegname e di una casalinga, primo di sette fratelli, entrò in seminario a Venezia nel 1942. Fu ordinato sacerdote il 26 giugno 1954 dal Patriarca di Venezia Cardinal Roncalli, poi Papa Giovanni XXIII.
Nel 1971 Don Armando diventa parroco a Carpenedo, nella chiesa dei santi Gervasio e Protasio, dove rimane fino al 2005.
A 75 anni, in pensione, si era trasferito proprio al Don Vecchi 2, il centro ideato e voluto da lui, dove è vissuto fino alla sua morte, il 9 agosto dello scorso anno, a 94 anni.
L’uomo Don Armando
L’uomo, non il prete, che ha cambiato Mestre e l’ha resa più adatta agli anziani, ai più fragili, ai più bisognosi, ci ha lasciati lo scorso 9 luglio. L’uomo che è riuscito a “raccogliere fondi” per importanti opere dando ai benefattori non gratitudine ma la consapevolezza di far parte di qualcosa di grande. E tanta fiducia.
Moltissimi sono stati i messaggi sui social a lui dedicati ad un anno dalla sua scomparsa.
Un libro sulla vita di Don Armando
É stato presentato lo scorso maggio, nell’Auditorium dell’M9, Museo del 900, il libro sulla vita di Don Armando Trevisiol dal titolo: “Un uomo riuscito” di Don Sandro Vigani.
L’iniziativa editoriale, voluta da Franco Daniele e Andrea Trevisiol, ha voluto celebrare un esempio di responsabilità sociale che è destinata a finanziare il progetto “Il Talento degli Ultimi“. La vendita del libro offrirà un sostegno a giovani talentuosi provenienti da famiglie in difficoltà, per dare loro un aiuto.
“Così si vuole dare spazio e valore anche a chi non ha possibilità per costruire un futuro dignitoso, partendo dalla valorizzazione dei talenti” è l’intento dei promotori.
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