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Un accorato appello alla classe politica

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Una rinnovata preoccupazione, un altro episodio, l’ennesimo, di offesa, questa volta ai danni della segretaria del PD, Elly Schlein, a Viterbo. Certamente positiva la solidarietà giunta da parte di tutte le forze politiche. Anch’io esprimo la mia solidarietà a questa giovane donna che oggi rappresenta i tanti che hanno visto in lei la persona cui dare fiducia. Da tempo vivo con una certa preoccupazione i toni violenti della contesa politica che sfociano nei tanti episodi di violenza ai danni delle diverse personalità della politica. Episodi, quelli ai quali mi riferisco, che sembrano riportare alla ribalta le nefaste ideologie che hanno seminato morte e distruzione per tutto l’arco del Novecento. E non solo. Come non poter pensare ai campi di concentramento e al loro orrore: gli ebrei sopravvissuti ci hanno aiutato a comprendere gli orrori del nazismo e del fascismo. Come dimenticare, sull’altro fronte, il periodo buio delle foibe, gli italiani uccisi dai soldati titini per il solo fatto di essere italiani e quindi, agli occhi di Tito, fascisti. O come non pensare ai gulag della Siberia. Pagine aberranti della storia dell’uomo, forse le peggiori. E ancora l’anarchia con la violenza con la quale si è manifestata. Si tratta di ideologie dalle quali tutte le nostre forze politiche, in modo chiaro e determinato, hanno preso le distanze.

Dobbiamo, allora, tutti, oggi, fare un passo in avanti nella responsabilità. Conosco i giovani e i nostri giovani sono quelli del post covid che hanno vissuto un periodo difficile che ha seminato in loro paura, smarrimento, con il conseguente abuso di psicofarmaci diffuso per gestire l’ansia, per non pensare, per dormire, per estraniarsi dalla realtà, abuso di psicofarmaci e alcool che fanno perdere la vita ai nostri ragazzi. Proprio pochi giorni fa è morta una ragazza a Monza. Ugualmente preoccupante è il fenomeno di quei giovani che premono il piede sull’acceleratore e perdono la vita schiantandosi contro un albero: non sono solo bravate ma un bisogno disperato di superare i limiti per sentirsi vivi. Dove sono gli adulti in tutto questo? Dov’erano prima del covid? Dove sono adesso?

Ecco questi giovani hanno oggi bisogno di adulti responsabili, soprattutto se questi ultimi sono personaggi pubblici. Gli eventi di Firenze, di Bologna, di Torino sono campanelli di allarme che i politici tutti, come chi si occupa di comunicazione, non possono ignorare. Allo stesso modo lo sfregio al Presidente del PD, Elly Schlein, a Viterbo con una svastica, il fantoccio del Presidente del Consiglio, le immagini a testa in giù del Presidente Meloni e del Ministro Valditara, con la croce sugli occhi, a Milano, sono episodi molto gravi che non possono e non devono lasciare indifferenti.

Mi appello, dunque, nuovamente e in modo accorato alla classe politica: proteggiamo i nostri giovani dalle piazze, non trascuriamo queste manifestazioni, il rischio di perdere il controllo di questi fenomeni è veramente alto. Ricordiamo che la politica è “la più alta forma della carità”, come la definiva San Paolo VI, l’altro è un avversario, non un nemico. I politici devono e sanno confrontarsi sulle idee e le idee non hanno bisogno della violenza per affermarsi. Da anni ho l’onore di conoscere molti politici, appartenenti a tutte le forze politiche, e ne ho sempre apprezzato la capacità di dialogo e di confronto costruttivo in Parlamento. Quasi mai ho assistito a discussioni violente, anzi ne ho apprezzato il confronto franco e leale. Abbiamo tutti sofferto, in un recente passato, per le piazze del “vaffa” che hanno usato e abusato del malessere di molti cittadini, cavalcando ed esasperando il malcontento. Oggi il rischio delle piazze fisiche e virtuali, con il richiamo continuo e lacerante ai fantasmi del passato, può produrre danni ben peggiori. Fermiamoci prima.

Nonostante questi segnali preoccupanti, nutro una grandissima fiducia che la situazione possa evolvere con un deciso cambiamento verso il senso di responsabilità e della lealtà istituzionale. Abbiamo ancora tanti, giovani e meno giovani, uomini della politica, delle associazioni, della cultura che fanno sentire la loro voce pacata, rispettosa e responsabile. Abbiamo bisogno di loro, oggi più che mai, abbiamo bisogno della mitezza, quella virtù che sa difendere le proprie idee in modo fermo ma rispettoso. Invito allora i miti ad emergere, a fare la differenza, a proseguire a fare la storia bella del nostro Paese. Beati i miti, perché erediteranno la terra.

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