Un appello alla cittadinanza, qualora si avvisti un esemplare di Biacco nel proprio giardino non spaventarsi e soprattutto non cercare di ucciderlo, oltre che una specie protetta è assolutamente innocuo e un buon indicatore di un habitat ancora ricco di biodiversità.
Il Biacco (Coluber viridiflavus) è un grande serpente slanciato. Può raggiungere la lunghezza di 150 cm. Nell’adulto la colorazione, nelle nostre campagne, è completamente nera (melanica), da cui il nome dialettale di Carbonasso.
È importante sapere che non è velenoso, perché sprovvisto di veleno e di denti atti a iniettarlo.
Il Biacco è amante della luce ed è attivo soprattutto nelle ore diurne. Si difende principalmente con una velocissima fuga. Nel periodo tra aprile e giugno avviene l’accoppiamento e a luglio depone le uova (5-15 deposte sotto le pietre, nelle cavità di tronchi o in buche scavate nel terreno). A fine agosto e durante settembre le uova schiudono e nascono dei piccoli biacchi lunghi 20-25 cm.
È un rettile molto agile e veloce, capace di raggiungere fino a 11 km l’ora, caccia a vista inseguendo la preda. Si ciba di lucertole, piccoli mammiferi, rane, uccelli o altri serpenti.
È il serpente più comune delle nostre regioni e riveste un ruolo fondamentale nel controllo biologico di insetti, vermi e roditori.
La foto ritrae due meravigliosi esemplari di Biacco intenti in un complesso rituale di corteggiamento, una sorta di danza che precede l’accoppiamento.
Bruno Zavattin
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