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Trump rimescola la squadra per la sicurezza nazionale: fuori Waltz, Rubio consigliere ad interim

3 minuti di lettura

In un’improvvisa riorganizzazione della sua squadra per la sicurezza nazionale, Donald Trump ha deciso di rimuovere il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz e il suo vice Alex Wong, dopo che entrambi avevano perso la fiducia di alti funzionari dell’amministrazione e si erano ritrovati politicamente isolati alla Casa Bianca. Lo riferiscono due fonti a conoscenza diretta dei fatti

STATI UNITI D’AMERICA. La loro uscita segna la fine di un mandato turbolento, culminato a marzo in uno scandalo soprannominato “Signalgate”: Waltz aveva accidentalmente aggiunto Jeffrey Goldberg, direttore di The Atlantic, a una chat su Signal in cui venivano condivise informazioni riservate su imminenti attacchi missilistici statunitensi in Yemen.

Giovedì sera, Trump ha annunciato tramite un post su Truth Social che nominerà il segretario di Stato Marco Rubio come consigliere per la sicurezza nazionale ad interim, e che proporrà Waltz come nuovo ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite.

Trump aveva inizialmente preso in considerazione l’idea di licenziare Waltz per lo scandalo Signal, ma ha poi deciso di evitare una rimozione formale di un alto funzionario a poche settimane dall’inizio del suo secondo mandato. Una revisione interna ha inoltre stabilito che si trattava di un errore tecnico, poiché Waltz avrebbe salvato per sbaglio il numero del direttore dell’Atlantic.

Paradossalmente, l’incidente avrebbe concesso a Waltz e Wong un’ulteriore proroga, nonostante da tempo fossero in difficoltà. Fonti interne riferiscono che i rapporti tra Waltz e la capo dello staff Susie Wiles – la quale aveva sostenuto la sua nomina – erano ormai tesi, così come con altri membri di alto livello dell’amministrazione.

Anche Wong era diventato fonte di irritazione per funzionari di altri enti coinvolti nelle questioni di sicurezza nazionale, lamentando la mancanza di controllo da parte di Waltz. Dopo l’incidente, Waltz aveva chiesto consiglio al vicepresidente JD Vance e al suo staff su come ricucire i rapporti, ricevendo il suggerimento di essere più deferente nei confronti della Wiles.

Tuttavia, le critiche nei suoi confronti sono proseguite, in particolare per il suo approccio interventista, ritenuto in contrasto con l’agenda “America First” di Trump. In un incontro con Trump, Tucker Carlson e altri alleati, Waltz è stato apertamente contestato. Anche Steve Bannon ha guidato pressioni esterne per rimuoverlo, mentre l’attivista di estrema destra Laura Loomer ha diffuso una teoria complottista su Wong, sostenendo che fosse legato alla Cina. La Loomer, recentemente ricevuta alla Casa Bianca su invito di Trump, ha ottenuto la rimozione di diversi membri dello staff di Waltz, indebolendone ulteriormente la posizione.

Negli ultimi giorni, è stato chiarito a Waltz e Wong che il loro incarico al Consiglio di Sicurezza Nazionale sarebbe giunto al termine. Mercoledì Waltz ha cercato di restare partecipando a una riunione di gabinetto, ma giovedì mattina gli è stato notificato ufficialmente il suo allontanamento.

La notizia è stata talmente improvvisa che molti alla Casa Bianca l’hanno appresa solo quella mattina. Waltz, che aveva lasciato un seggio sicuro al Congresso per assumere il ruolo, è apparso in televisione poco prima della comunicazione ufficiale, apparentemente ignaro di essere sul punto di essere rimosso.

La sua uscita lascia il Consiglio di Sicurezza Nazionale privo di una strategia generale. Il suo lavoro su questioni delicate come la Cina, Taiwan e l’Indo-Pacifico resta incompiuto. Anche la sua posizione più moderata sulla guerra in Ucraina – aveva spinto per sanzioni dure contro Vladimir Putin in caso di mancato accordo di pace – potrebbe uscire di scena con la sua partenza.

Il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, ha accolto con favore il licenziamento di Waltz ma ha dichiarato che il vero problema è il segretario alla Difesa, Pete Hegseth. “Stanno licenziando l’uomo sbagliato. Dovrebbero licenziare Hegseth,” ha dichiarato, prevedendo nuovi scandali simili a Signalgate.

La nomina di Marco Rubio come consigliere ad interim ha colto di sorpresa anche il Dipartimento di Stato: la portavoce Tammy Bruce ha appreso la notizia in diretta durante una conferenza stampa. Rubio ora ricopre ben quattro ruoli nell’amministrazione: segretario di Stato, consigliere per la sicurezza nazionale ad interim, amministratore ad interim dell’USAID e archivista nazionale ad interim.

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