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Trifoglio Rosa Mestre, l’impresa che lascia il segno: secondo posto al mondiale di Dragon Boat in Francia

3 minuti di lettura

L’unica barca italiana a entrare nella top 20 mondiale, nn risultato che le donne del Trifoglio Rosa Mestre porteranno nel cuore per sempre. Al Festival Mondiale di Dragon Boat in Francia, la squadra veneziana ha conquistato uno straordinario secondo posto assoluto nei 200 metri su 156 equipaggi provenienti da ogni parte del mondo, dopo una gara decisa per pochi centesimi di secondo.

Una gara tiratissima sulle acque francesi
L’evento si è svolto dal 24 al 30 agosto sulle acque del Lago del Bourget ad Aix-les-Bains, in Francia, che quest’anno ha ospitato il prestigioso Festival Mondiale promosso dall’IBCPC (International Breast Cancer Paddlers Commission). Si tratta della kermesse più importante al mondo dedicata alle Breast Cancer Paddlers: ogni quattro anni riunisce migliaia di donne con un passato oncologico alle spalle, pronte a sfidarsi a colpi di pagaia in una competizione che unisce sorellanza e vero agonismo.

A difendere i colori veneziani all’IBCPC Participatory Dragon Boat Festival 2026 è sceso un gruppo compatto di 32 atlete, affiancate con generosità da 3 compagne del team Pink Fire Lilt. Nella mattinata di sabato 29 agosto, una prima manche condotta con ritmo alto e piglio aggressivo ha garantito l’accesso diretto alla finalissima per i migliori tempi.

Nel pomeriggio, nella corsia decisiva dello sprint sui 200 metri, l’equipaggio veneziano ha dato il massimo: frequenza di colpi serrata, imbarcazione perfettamente bilanciata e prua che scivolava sull’acqua senza dispersioni. Il tabellone ha confermato l’impresa: 54,78 secondi, nuovo record cronometrico societario e secondo posto assoluto su 156 equipaggi specifici di donne in rosa provenienti da tutti i continenti.

Un dato rende ancora più chiaro il livello raggiunto: il Trifoglio Rosa Mestre è stata l’unica barca italiana a entrare nella top 20 mondiale.

L’orgoglio veneziano in acqua e a terra
Oltre all’agonismo puro, l’equipaggio lagunare ha portato in Francia anche l’orgoglio e l’identità della propria terra. Durante il festival le atlete mestrine hanno sfilato, equamente divise, sia in barca che a terra, sfoggiando la classica maglietta a righe e il tradizionale cappello di paglia con nastro tricolore da gondoliere veneziano, regalando una delle immagini più caratteristiche e applaudite dell’intera manifestazione.

A coronare la trasferta è arrivato anche il 24° posto di un equipaggio misto multinazionale, in cui 5 atlete mestrine hanno unito la propria pagaia a quella di compagne provenienti da Sudafrica, Stati Uniti e Irlanda.

All’arrivo, mentre il bacino di gara si alzava in piedi per una calorosa standing ovation partita proprio dalle altre squadre italiane, le atlete hanno levato le pagaie al cielo intonando il loro inno: “Grazie alla Vita che ci ha dato tanto”.

Una storia che nasce nel 2011 a Punta San Giuliano
Dietro questo crono, e le tante emozioni che ha portato con sé, c’è una storia che parte da lontano. Il Trifoglio Rosa nasce nel 2011 sulle sponde della laguna veneta, all’interno della Canottieri Mestre a Punta San Giuliano. È una squadra formata da donne operate di tumore al seno che hanno trovato nel Dragon Boat una risposta concreta alla malattia.

La scelta della disciplina poggia su solide basi medico-scientifiche: il gesto ritmico, simmetrico e continuativo della pagaiata favorisce il linfodrenaggio naturale degli arti superiori, prevenendo o riducendo il linfedema dopo la rimozione dei linfonodi ascellari. Ma oltre alla riabilitazione fisica c’è l’aspetto umano: salire tutte insieme su un dragone significa sincronizzare il respiro, condividere paure e trasformare la vulnerabilità in pura potenza di squadra.

Le parole della presidente Cristiana Csermely
Questo piazzamento, che porta Mestre, Venezia e il Veneto sul tetto del mondo, mette ancora più in luce la tenacia di chi ha saputo superare le tempeste più dure della vita.

“La straordinaria esperienza vissuta al Festival IBCPC di Aix-les-Bains è il punto di arrivo di un incredibile percorso umano e sportivo. Dobbiamo ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenute in questi 15 anni affinché potessimo consentire a tutte le donne operate di tumore al seno di parteciparvi: attraverso la solidarietà, l’amicizia, gli allenamenti, le trasferte e da ultimo la costituzione di un gruppo molto affiatato. Abbiamo purtroppo perso delle compagne lungo questo cammino. Mi piace sottolineare il fatto che l’organizzazione del festival anche questa volta non ha previsto alcuna premiazione. Tutte le partecipanti avevano infatti già vinto la cosa più importante: un’altra opportunità. Noi comprese.” — Cristiana Csermely, Presidente delle Trifoglio Rosa Mestre

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