Arrivare da Padova, Udine a Roncade ma anche da Modena e dalla Croazia, con i bambini, per incontrare Babbo Natale e visitare il suo villaggio. Questo era l’intento di parecchie famiglie, lo scorso fine settimana, spinte dalla pubblicità dell’evento. Ma arrivati lì, la sorpresa. In tanti ci hanno scritto, noi non solo siamo andati a vedere, ma abbiamo chiesto “lumi” agli organizzatori.
RONCADE – Spirito natalizio, magia, polvere di stelle… questo si aspettavano i partecipanti all’inaugurazione di sabato 25 novembre. La delusione è stata tanta quando, una volta varcato l’ingresso, hanno trovato solo qualche addobbo mal posizionato, molte delle aree ancora chiuse o in allestimento e poco di ciò che era stato promesso dalle pubblicità sui social.
Partenza un po’ faticosa per Treviso Wonderland, che aveva promesso grandi cose al suo pubblico, ma che lo scorso fine settimana ha lasciato un po’ tutti con l’amaro in bocca. Il villaggio però vuole rifarsi – e farsi perdonare – a partire da giovedì 1° dicembre, stupendo grandi e piccini “con effetti speciali”.
La settimana appena trascorsa è stata corredata da segnalazioni al nostro giornale. Per alcuni era una “truffa”, per altri un disastro totale: aspettative disattese, malcontento imperante.
Anche perché il pubblico sabato 25 novembre non è mancato, ma all’ora “x” il villaggio ancora non era pronto: l’inaugurazione, infatti, era prevista per le 17, ma le biglietterie hanno aperto solo successivamente, creando gran confusione tra chi aveva il biglietto acquistato online e chi lo voleva fare in loco, ritardando quindi tutto il programma. All’ingresso dei partecipanti, qui e lì erano ancora visibili operai al lavoro mentre spostavano allestimenti, tiravano fili e salivano sui montacarichi, non senza lo stupore delle persone che, confuse, si aggiravano su e giù per i corridoi non capendo quali fossero le attività aperte.
In tutto questo, le voci e l’energia del Singers Melody Gospel Choir, hanno provato ad animare per due ore la zona palco, “tutt’altro che riscaldata a causa della posizione poco strategica, accanto alla pista di pattinaggio, oltre che mal segnalata e quindi di difficile individuazione”, ci segnalano.

Abbiamo cercato di capire con gli organizzatori cosa fosse successo: “Sono notti che non dormiamo – ci hanno detto al telefono. – I primi a renderci conto che l’apertura del 25 novembre è stato uno sbaglio siamo stati noi. Troppo tardi però. Eravamo convinti di farcela. Alla fine, abbiamo chiesto pubblicamente scusa attraverso un comunicato nei nostri social. I biglietti erano già stati pagati, quindi abbiamo corso come forsennati per fare del nostro meglio. Ma non è bastato. Solo domenica abbiamo restituito di tasca nostra 5mila euro di biglietti. Ora stiamo rimborsando tutte le persone che hanno pagato l’ingresso al villaggio nello scorso fine settimana. Purtroppo, i diritti di prevendita non dipendono da noi. Però voi mi dite che vi è stato segnalato come paghino anche i bambini di 5 mesi e invece no. Fino a 6 anni l’ingresso non si paga.
Per noi l’importante sono i bambini, e trovarsi a deluderli è stato terribile. Siamo dei romantici, volevamo semplicemente portare gioia e felicità. Mettere in piedi un evento del genere costa parecchio, figurarsi se non volevamo che fosse tutto perfetto”.
La chiacchierata è proseguita poi con una spiegazione da cui si evince come in questa faccenda non ci siano né vincitori né vinti, tantomeno truffatori, bensì tante “vittime” di una serie di concause. I nostri lettori hanno espresso un malcontento comune, verificato e – viste le premesse – sacrosanto.
Dall’altra parte, oltre al capo cosparso di cenere nei confronti delle persone, più di qualche motivo per il passo falso dell’inaugurazione c’è, e con molta semplicità gli organizzatori hanno provato a spiegarci il perché: “Per questo villaggio abbiamo speso centinaia di migliaia di euro. Inizialmente doveva essere realizzato in un’altra area, ma per cause indipendenti dalla nostra volontà non è stato possibile, come si dice in termini calcistici, “in zona cesarini”. È stata una doccia fredda, perché era tutto pronto.
Quindi ci siamo mossi freneticamente per trovare un’altra location che potesse ospitare il villaggio. È stato tutt’altro che facile, e a ogni passo s’incontrava un ostacolo. Immagini di avere una macchina organizzativa collaudata che, a ogni piè sospinto, trova un impedimento sulla sua strada. Da una discesa ci siamo trovati ad arrancare in una salita che sembrava non finire mai. Questo non significa cercare alibi o giustificazioni, è semplicemente la realtà. Confidiamo che le persone comprendano la nostra buona fede e il nostro impegno a mantenere le promesse finora disattese”.
Anche perché come ci ha fatto notare una nostra lettrice, che ringraziamo, una parte dei proventi andrà all’associazione Sogni, che in questi anni ha dato la possibilità ai piccoli pazienti oncologici di vivere giornate da sogno, appunto, realizzando i loro desideri.
In tutto questo, un punto a favore per l’area food truck, che ci hanno indicato come “ben servita con diverse scelte di pietanze e accompagnata da diversi tavoli, ma forse non abbastanza per ospitare grandi quantità di affamati clienti”.
Tra un’arrabbiatura, una telefonata al sindaco di Roncade, la minaccia di non tornarci più, intanto il rimborso ha reso almeno un po’ di giustizia.
Qualcuno si augura che “a dicembre ci sia tutto quello che è stato promesso e che abbassino i prezzi dei vari giochi all’interno, perché pagare 4 euro per 5 minuti di gonfiabili… anche no. Perché si paga un ingresso se anche dei semplici gonfiabili sono a pagamento?”.
Rispondono gli organizzatori: “Non sono dei semplici gonfiabili, bensì attrazioni uniche in Italia che girano i festival dei bambini dal Festival del Libro di Torino ad altri altrettanto importanti. E costano 4 euro per 20 minuti. Anche a Gardaland si paga un ingresso e poi alcune attrazioni non sono comunque gratis“.
Domani scatta l’ora zero. Si parla già di sold out per sabato e domenica. Treviso Wonderland sa che non può più sbagliare, a partire dalla replica di Rovaniemi.
Insomma, tutti col naso in su: avrà ritrovato la rotta la slitta di Babbo Natale?
Eleonora Brunello / Cristina Colombera
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