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Treviso: via libera alla variante urbanistica N°13 per rigenerazione e suolo zero

4 minuti di lettura

La Giunta comunale di Treviso ha dato il via libera alla Variante Urbanistica N°13, un provvedimento chiave per la rigenerazione urbana e la tutela ambientale della città, che ora attende l’approvazione del Consiglio comunale. Il piano mira a un futuro più sostenibile e accessibile, con un focus sul consumo di suolo zero e la valorizzazione del patrimonio storico e naturale.

TREVISO. La Giunta comunale di Treviso ha approvato la variante urbanistica n. 13 al Piano degli Interventi, un atto fondamentale che la prossima settimana sarà sottoposto all’esame del Consiglio comunale per l’adozione definitiva. Questo provvedimento consolida la strategia dell’Amministrazione, incentrata su principi cardine quali il consumo di suolo zero, la rigenerazione urbana che si estende dai quartieri al centro storico, la valorizzazione ambientale e la semplificazione delle normative urbanistiche. Un’attenzione particolare è rivolta alla casa, alla promozione della mobilità sostenibile e alla salvaguardia dell’identità storica e culturale della città.

La variante è stata elaborata in stretta coerenza con il Piano di Assetto del Territorio (PAT) e gli indirizzi strategici dell’Amministrazione, traducendo il principio del “consumo di suolo zero” in una serie di azioni concrete. Queste misure sono progettate per migliorare la qualità urbana complessiva senza ricorrere a nuove espansioni edilizie, promuovendo invece il recupero e la riqualificazione dell’esistente.

Un risultato significativo di questa variante è la sottrazione di circa 4 ettari di territorio al consumo di suolo. Inoltre, oltre 9,5 ettari precedentemente destinati all’edificazione vengono riclassificati come aree agricole o a verde pubblico e ambientale, contribuendo a un incremento delle superfici naturali e agricole. Il documento include 86 interventi specifici, che spaziano dagli aggiornamenti cartografici alle correzioni normative, dalla valorizzazione del patrimonio storico agli adeguamenti urbanistici necessari.

Di particolare importanza è la valorizzazione del Parco dello Storga. Qui, aree inedificate di elevato pregio naturalistico, caratterizzate dalla presenza di risorgive, vengono riclassificate a verde ambientale e attrezzato. Questa decisione pone le basi per la futura realizzazione di un parco agrario, un’iniziativa che rafforza la connessione tra la città e il suo contesto naturale. Parallelamente, la variante prevede la riduzione delle potenzialità edificatorie di alcuni piani attuativi, il recupero di aree produttive dismesse e l’accoglimento delle richieste dei privati relative alle “varianti verdi”, che permettono ai proprietari di rinunciare volontariamente alla capacità edificatoria dei propri terreni in cambio di benefici.

La variante n. 13 si configura anche come uno degli strumenti attuativi del programma “Abitare Treviso”. Attraverso questo piano, vengono introdotti incentivi e premialità volti a favorire la realizzazione di edilizia convenzionata e alloggi a prezzi calmierati. Sono previste riduzioni del contributo di costruzione, agevolazioni per l’utilizzo dei crediti edilizi e meccanismi che incentivano la cessione di aree destinate a verde e parcheggi pubblici, promuovendo così una maggiore accessibilità abitativa.

Un’altra priorità è l’accessibilità. La revisione delle norme semplifica gli interventi mirati all’eliminazione delle barriere architettoniche e promuove i principi della progettazione universale. L’obiettivo è rendere la città sempre più inclusiva e fruibile per tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro capacità fisiche.

La revisione delle Norme Tecniche Operative (NTO) apporta maggiore chiarezza a numerosi aspetti interpretativi che in passato avevano generato incertezze. Vengono modificati, ad esempio, i criteri per il calcolo dei sottotetti, aggiornate le regole relative ai parcheggi privati e ridefinite le modalità di misurazione delle distanze tra fabbricati. Inoltre, sono adeguate le disposizioni in materia di rischio idraulico e sicurezza aeroportuale, recependo il nuovo regolamento ENAC.

Numerosi interventi riguardano anche il patrimonio storico e architettonico della città. L’elenco delle Architetture del Novecento viene aggiornato, eliminando gli edifici ormai demoliti. Viene inserito nell’elenco di tutela il Museo Simon Benetton, progettato dall’architetto Roberto Fontana, e viene riconosciuto il rilevante valore storico, documentale e artistico del laboratorio di Tony e Simon Benetton a Sant’Artemio, salvaguardando così importanti testimonianze culturali.

La variante introduce inoltre nuovi coni visuali per la tutela del paesaggio e delle ville venete, tra cui spiccano Ca’ Zenobio e i Mulini Mandelli, preservando scorci di grande valore storico e paesaggistico. Sono ammessi interventi di ristrutturazione per consentire l’insediamento di medie strutture di vendita non alimentari negli immobili dismessi di viale della Repubblica, favorendo il riuso di spazi esistenti. Nell’area prospiciente l’Aeroporto Canova, vengono introdotte specifiche convenzioni regolamentari per la realizzazione di parcheggi pubblici e l’adeguamento della viabilità di via Noalese, migliorando l’accessibilità e la funzionalità dell’intero comparto aeroportuale.

Per la prima volta, il Piano degli Interventi recepisce anche il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), integrando nella pianificazione comunale i tracciati indicativi delle future piste ciclopedonali e gli interventi di riorganizzazione dei principali incroci stradali critici, promuovendo una mobilità più ecologica ed efficiente.

L’assessore all’Urbanistica Andrea De Checchi ha commentato: “Questa variante rappresenta una delle più importanti scelte urbanistiche degli ultimi anni per la nostra città. Abbiamo trasformato un principio, quello del consumo di suolo zero, in azioni concrete rafforzando la tutela ambientale e incentivando la rigenerazione urbana oltreché favorire una nuova residenzialità sostenibile. Allo stesso tempo rendiamo le norme più semplici e certe per cittadini e professionisti, valorizziamo il patrimonio storico, coordiniamo finalmente urbanistica e mobilità e costruiamo una Treviso sempre più accessibile, grazie a regole che favoriscono l’abbattimento delle barriere architettoniche e la progettazione universale. È una variante che guarda al futuro senza dimenticare l’identità della nostra città”.

La Variante Urbanistica N°13 di Treviso si configura come un passo decisivo verso un modello di sviluppo urbano più consapevole e rispettoso dell’ambiente e del patrimonio. Con un forte impegno per il consumo di suolo zero, la rigenerazione e l’inclusione, la città si prepara ad affrontare le sfide future, garantendo una migliore qualità della vita per i suoi abitanti e preservando la sua identità unica.

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