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Treviso, un piano per restituire alla natura cinque ettari di suolo

La proposta prevede la creazione di tre nuovi parchi urbani e la depavimentazione di sette aree di sosta. Dieci interventi per rendere permeabili 49.600 metri quadrati oggi coperti da asfalto

Tre nuovi parchi urbani, sette parcheggi depavimentati e quasi cinque ettari di terreno restituiti alla natura. È questo l’obiettivo della proposta di Piano di depavimentazione elaborata per la città di Treviso, che individua dieci possibili interventi su aree oggi impermeabilizzate.

Il documento parte da un principio preciso: non si tratta semplicemente di rimuovere l’asfalto dove l’intervento risulta più facile o meno costoso, ma di agire nei luoghi in cui ogni metro quadrato recuperato può produrre il maggiore beneficio ambientale e sociale.

Alla valutazione degli effetti attesi si affianca quella sulla concreta fattibilità delle opere. Tra gli aspetti considerati figurano soprattutto la proprietà pubblica delle aree, che consente tempi di intervento più rapidi, e la presenza di destinazioni urbanistiche o progetti comunali già orientati verso la riduzione delle superfici impermeabili.

Il coinvolgimento dei cittadini

Un ruolo centrale dovrebbe essere riservato anche alla partecipazione. La proposta, infatti, indica come necessario il confronto con cittadini, associazioni e gruppi spontanei attivi nei quartieri interessati, sia per scegliere le aree sulle quali intervenire sia per definirne le nuove funzioni.

La depavimentazione diventerebbe così non soltanto uno strumento di adattamento ambientale, ma anche un’occasione per restituire spazio pubblico alla comunità e verificare che le trasformazioni rispondano ai bisogni e alle aspettative delle persone.

Come finanziare gli interventi

Il piano individua due principali canali di finanziamento. Il primo è rappresentato dai fondi messi a disposizione attraverso bandi nazionali ed europei ai quali il Comune potrebbe partecipare.

Il secondo riguarda le risorse derivanti dalle trasformazioni urbanistiche deliberate dall’amministrazione comunale. In particolare, gli eventuali contributi straordinari generati dagli interventi immobiliari potrebbero essere destinati alle opere di depavimentazione e rinaturalizzazione.

Tre aree da trasformare in parchi urbani

La prima tipologia di intervento prevede la completa trasformazione di tre superfici impermeabilizzate in nuovi parchi.

L’operazione più rilevante per estensione riguarda l’ex parcheggio di Mobilità di Marca in via Polveriera, un’area di 15.100 metri quadrati per la quale l’amministrazione comunale ha già manifestato la volontà di realizzare un parco pubblico.

La seconda proposta interessa piazza Duomo, dove il parcheggio potrebbe lasciare spazio a un’area verde di circa 1.400 metri quadrati. Un’ipotesi che, secondo i promotori, ha già suscitato un notevole interesse.

Il terzo intervento riguarda l’area ex Siamic, una volta liberata dal deposito degli autobus di Mobilità di Marca con la realizzazione della nuova autostazione all’ex Cuor. Il piano propone di trasformare in parco urbano i 5.000 metri quadrati che dovrebbero essere destinati a parcheggio pubblico.

Nel complesso, i tre nuovi parchi permetterebbero di recuperare 21.500 metri quadrati di suolo.

Sette parcheggi con stalli in “grigliato verde”

La seconda linea di intervento riguarda sette aree di sosta. La proposta prevede la sostituzione dell’asfalto negli stalli con il cosiddetto “grigliato verde”, una pavimentazione permeabile che consente l’assorbimento delle acque meteoriche e la crescita dell’erba.

Le metrature indicate si riferiscono esclusivamente agli spazi occupati dagli stalli: la viabilità interna dei parcheggi rimarrebbe asfaltata.

Gli interventi proposti riguardano:

La depavimentazione degli stalli permetterebbe di rendere nuovamente permeabili 28.100 metri quadrati.

Quasi 50 mila metri quadrati restituiti alla città

Sommando la realizzazione dei tre parchi e la rinaturalizzazione dei sette parcheggi, i dieci interventi consentirebbero di recuperare complessivamente 49.600 metri quadrati di suolo, pari a poco meno di cinque ettari.

La proposta è accompagnata dal documento completo del Piano, dalla tabella con le metrature degli interventi, dai rendering dei tre nuovi parchi e dalla mappa con la localizzazione delle aree nel territorio comunale.

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