A Treviso, le istituzioni si uniscono per combattere un fenomeno dilagante: le truffe agli anziani. Giovedì 30 luglio, presso la Sala Arazzi di Ca’ Sugana, sarà presentata la campagna “Fidarsi è bene… ma in sicurezza”, un’iniziativa cruciale per la tutela dei cittadini più vulnerabili
TREVISO. La città di Treviso si erge in prima linea nella battaglia contro un fenomeno criminale sempre più pervasivo e crudele: le truffe ai danni degli anziani. Con un’importante conferenza stampa tenutasi giovedì 30 luglio alle ore 11.30 presso la storica Sala Arazzi di Ca’ Sugana, all’interno del Municipio, è stata ufficialmente lanciata la campagna “Fidarsi è bene… ma in sicurezza”. Questa iniziativa, frutto di una sinergia esemplare tra le istituzioni locali e le Forze dell’Ordine, mira a fornire strumenti concreti di prevenzione e contrasto, proteggendo una fascia di popolazione particolarmente esposta a raggiri e manipolazioni. Il problema delle truffe agli anziani non è solo una questione di perdita economica, ma incide profondamente sulla dignità, sulla sicurezza percepita e sulla qualità della vita delle vittime, spesso lasciandole con un senso di vergogna e isolamento.
Il progetto, che si estenderà per il biennio 2025-2026, è stato concepito con l’obiettivo ambizioso di creare una rete di sicurezza capillare e resiliente sul territorio trevigiano. Non si tratta semplicemente di un’azione repressiva post-evento, ma di una strategia proattiva e multifattoriale che pone al centro la prevenzione e l’educazione. Grazie ai fondi stanziati dal Ministero dell’Interno, la campagna prevede un’ampia gamma di attività: una serie di incontri pubblici e seminari informativi che si terranno in quartieri, centri anziani e associazioni, la distribuzione capillare di materiali divulgativi chiari e accessibili (opuscoli, volantini, guide pratiche) e la creazione di canali di comunicazione dedicati per segnalazioni e richieste di aiuto. L’intento è quello di educare gli anziani e le loro famiglie a riconoscere i segnali di allarme, a comprendere le tattiche sempre più sofisticate utilizzate dai truffatori – che spaziano dalle finte chiamate di emergenza, ai falsi tecnici, alle truffe online e sentimentali – e a sapere come reagire e a chi rivolgersi in caso di sospetto o di effettivo tentativo di frode. La conoscenza è la prima arma di difesa.
Alla presentazione hanno partecipato figure istituzionali di spicco, a testimonianza dell’importanza e della trasversalità attribuita a questa problematica. Tra i presenti, il Sindaco di Treviso, Mario Conte, che ha sottolineato con fermezza l’impegno incrollabile dell’amministrazione nel garantire la sicurezza e il benessere di tutti i cittadini, in particolare dei più fragili e vulnerabili. “La sicurezza dei nostri anziani è una priorità assoluta,” ha dichiarato il Sindaco Conte, “e questa campagna rappresenta un investimento fondamentale nel loro futuro e nella loro tranquillità. Non lasceremo nessuno solo di fronte a questi vili attacchi.” Accanto a lui, Gloria Tessarolo, assessore alla Città Inclusiva del Comune di Treviso, ha evidenziato come l’inclusione sociale passi anche e soprattutto attraverso la protezione e la capacità di fornire supporto concreto a chi ne ha più bisogno, promuovendo una comunità che si prende cura dei suoi membri più anziani. “Creare una città inclusiva significa anche assicurare che ogni cittadino, indipendentemente dall’età, possa vivere serenamente e senza paure,” ha aggiunto l’assessore Tessarolo.
La presenza delle massime autorità delle Forze dell’Ordine ha ribadito con forza la natura interforze e la solidità del progetto. Il Prefetto di Treviso, Angelo Sidoti, ha rimarcato l’importanza strategica della collaborazione sinergica tra le diverse componenti dello Stato per affrontare efficacemente la criminalità organizzata e predatoria. “Solo un fronte comune può contrastare la complessità delle truffe moderne,” ha affermato il Prefetto Sidoti, “e la sinergia tra istituzioni e cittadini è la chiave per costruire una società più sicura.” Il Vice Questore dott. Vincenzo Zonno, Dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Treviso, ha illustrato con dovizia di particolari le dinamiche più comuni delle truffe, fornendo esempi pratici e delineando l’approccio investigativo per smantellare le organizzazioni criminali che si celano dietro questi raggiri. Ha inoltre sottolineato l’importanza di non vergognarsi a denunciare, poiché ogni segnalazione è un tassello fondamentale per le indagini. Il Ten. Col. Stefano Mazzanti, Comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Treviso, ha portato l’esperienza diretta dell’Arma sul campo, evidenziando l’importanza della denuncia tempestiva e della fiducia incondizionata nelle istituzioni come primo passo per ottenere giustizia e prevenire ulteriori danni. “I Carabinieri sono sempre al fianco dei cittadini, pronti ad ascoltare e ad agire,” ha ribadito il Ten. Col. Mazzanti. Infine, Patrich Antonello, comandante della Polizia Locale di Treviso, ha evidenziato il ruolo cruciale della polizia di prossimità nel contatto quotidiano con la cittadinanza, nella raccolta delle prime segnalazioni e nell’attività di prevenzione sul territorio. “Siamo il primo punto di contatto per molti anziani, e la nostra presenza costante è un deterrente e un punto di riferimento,” ha concluso Antonello.
La campagna “Fidarsi è bene… ma in sicurezza” si propone di affrontare il problema delle truffe agli anziani su più fronti, con un approccio olistico. Da un lato, attraverso la diffusione di informazioni chiare, pratiche e facilmente assimilabili, si mira a rendere gli anziani meno vulnerabili, fornendo loro gli strumenti cognitivi e comportamentali per identificare e respingere i tentativi di raggiro. Questo include consigli su come gestire chiamate sospette, come verificare l’identità di presunti funzionari o tecnici, e come proteggere i propri dati personali e finanziari. Dall’altro, la stretta collaborazione tra Comune, Prefettura, Questura, Carabinieri e Polizia Locale garantirà una risposta rapida ed efficace in caso di necessità, sia in termini di prevenzione attiva che di intervento immediato. L’obiettivo ultimo è creare una comunità più consapevole, informata e resiliente, dove la solidarietà intergenerazionale e l’informazione qualificata siano le armi più efficaci contro chi cerca di approfittarsi della buona fede e della vulnerabilità altrui. Si auspica che questa iniziativa non solo riduca il numero di vittime, ma rafforzi anche il senso di sicurezza e appartenenza degli anziani alla loro comunità.
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