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Treviso in festa: Red Canzian accende la Fiamma Olimpica

2 minuti di lettura

Grande emozione e partecipazione hanno caratterizzato il passaggio della Fiamma Olimpica a Treviso, un evento accolto con entusiasmo da migliaia di cittadini e dalle istituzioni locali. Il 22 gennaio 2026 rimarrà una data impressa nella memoria della città

TREVISO. Il convoglio ufficiale, partito dalla Palestra CONI di viale Vittorio Veneto, ha attraversato la città, snodandosi lungo il Put per poi fare il suo ingresso nel cuore storico attraverso Porta Calvi. Un caloroso abbraccio collettivo ha accompagnato il transito della fiamma nel centro storico, dal Calmaggiore verso Piazza dei Signori, il fulcro della città.

A portare la fiaccola e ad accendere il braciere è stato il cantautore Red Canzian, autore dell’inno del viaggio della fiamma, accompagnato dalla moglie Beatrice e dai figli Chiara e Phil. Canzian, durante il suo intervento, ha lanciato un appello all’unione tra i valori olimpici e la pace, sottolineando l’importanza dello sport come veicolo di fratellanza e comprensione tra i popoli.

Il vicesindaco con delega allo sport, Alessandro Manera, ha fatto gli onori di casa per il Comune di Treviso, evidenziando come il passaggio della Fiamma rappresenti “un’emozione grandissima per chi, come Treviso e la sua comunità, ama e vive lo sport”. Manera ha inoltre sottolineato l’importanza di promuovere i valori olimpici tra i giovani, incoraggiandoli a praticare sport e a perseguire i propri sogni con impegno e dedizione.

Anche il Delegato Provinciale del CONI, Mario Sanson, e la Fiduciaria CONI, Antonella Stelitano, sono intervenuti, richiamando l’importanza della memoria sportiva e del contributo femminile nella storia olimpica. Stelitano è anche l’autrice del volume “Le donne di Cortina 1956”, dedicato alle protagoniste dei Giochi Olimpici Invernali di Cortina, un omaggio alle atlete che hanno fatto la storia dello sport italiano.

In Piazza dei Signori era presente anche Lilla Rigatti, la più giovane delle “guardiane” della Fiamma Olimpica nel 1956. All’epoca aveva solo 16 anni. “Una volta per questo tipo di avvenimenti non c’era un grande seguito e continuavo a chiedermi perché avessero scelto proprio me”, ha raccontato Rigatti, visibilmente emozionata. “Oggi, come allora, vivo con una grande gioia e altrettanta emozione”. La sua testimonianza ha rappresentato un ponte tra il passato e il presente, un ricordo vivido di un’epoca in cui lo sport era sinonimo di passione e sacrificio.

Il passaggio della Fiamma Olimpica a Treviso è stato un evento che ha coinvolto l’intera comunità, un momento di festa e di condivisione che ha celebrato i valori dello sport e dell’olimpismo. La città si è dimostrata ancora una volta un territorio fertile per la pratica sportiva e un luogo dove i valori olimpici sono sentiti e condivisi da tutti.

L’evento ha rappresentato anche un’importante vetrina per la città, che ha avuto l’opportunità di mostrare al mondo la sua bellezza e il suo patrimonio culturale. Treviso si è confermata una città dinamica e accogliente, capace di coniugare tradizione e innovazione, sport e cultura.

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