Da complesso dell’ex ospedale civile di San Leonardo tra piazza Santa Maria dei Battuti e il Sile a polo universitario, nonché quartiere residenziale e commerciale

Storicamente sede dell’ex Ospedale cittadino San Leonardo mai dimenticato, poi per un periodo anche della Dogana favorito dalla vicinanza del fiume Sile, oggi ospita per effetto di una riqualificazione aree commerciali, residenziali e direzionali, progettata dell’architetto Portoghesi scomparso recentemente.
Dal primo ospedale che sorse a Treviso fino al 1932, dove, dovendo far spazio al fortilizio voluto da Mastino della Scala, la Scuola di Santa Maria dei Battuti, un ordine di flagellanti, stipulò un contratto di acquisto di un sedime,siamo sempre in riva al Sile, posizionati nella contrada di San Pancrazio, per poter costruire il nuovo ospedale.
E nel cinquecento importanti lavori portarono un nuovo edificio verso la chiesa di San Leonardo.
Nel 1795 la facciata che si specchia sul Sile fu demolita e subito sostituita con l’attuale di puro stampo neoclassico, su progetto di Daniele Danieletti, che fu completata da Gaspare Petrovich nel 1832. La facciata cinquecentesca tra l’otto e il novecento fu ricostruita.
La dismissione del complesso ospedaliero, origine che conferì identità e lustro, ha generato per molto tempo un isolamento e un abbandono della zona, ci troviamo nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale.
Con il recente restauro sotto l’egida di Fondazione Cassamarca, l’architetto Paolo Portoghesi sfruttando gli spazi tra gli edifici esistenti, ha ricavato nell’area dell’antico parco di palazzo Bortolan la nuova piazza dell’Umanesimo Latino.
Il Quartiere Latino è altresì oggi sede centrale del polo universitario, costituito da sedi distaccate dell’Università di Padova e dell’Università Cà Foscari di Venezia.
Photo Credit by Wikipedia
Instacult di Mauro Lama
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