Un traguardo importante per l’accoglienza e l’integrazione a Treviso: il progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) ha celebrato il suo decimo anniversario con un convegno a Palazzo dei Trecento. L’evento, intitolato “Accoglienza e integrazione – 10 anni di esperienza del progetto SAI di Treviso”, ha rappresentato un’occasione per fare il punto sul lavoro svolto nell’ultimo decennio e per approfondire le tematiche legate all’accoglienza dei migranti
TREVISO. Attivo dal luglio 2016, il progetto SAI di Treviso si basa sul principio dell’accoglienza diffusa, un modello che prevede l’inserimento dei migranti in piccoli gruppi all’interno di appartamenti distribuiti sul territorio. Questo approccio ha permesso di accogliere e accompagnare oltre 350 persone nella costruzione di un progetto di vita autonomo. I 10 appartamenti coinvolgono, oltre al Comune di Treviso (ente capofila), anche le amministrazioni di Maserada sul Piave, Trevignano e Ponzano Veneto, creando una rete di supporto e collaborazione.
Nel corso del convegno, sono stati presentati i risultati concreti del progetto, con un focus particolare su alcune questioni cruciali come lo status giuridico e la residenza anagrafica dei migranti, la presa in carico integrata delle vulnerabilità e l’accompagnamento educativo dei neo-maggiorenni, che rappresentano circa un terzo delle persone accolte. Il progetto, sostenuto dal Ministero dell’Interno, si rivolge a cittadini migranti adulti (uomini e donne) con status di rifugiato, protezione sussidiaria o speciale, o richiedenti asilo in condizioni di vulnerabilità. L’accompagnamento è garantito da un’équipe multidisciplinare delle cooperative La Esse e Una Casa per l’Uomo, che offre un supporto a 360 gradi: dall’apprendimento della lingua italiana all’inserimento scolastico e lavorativo, fino alla promozione della socializzazione e della cittadinanza attiva.
I percorsi attivati dal progetto SAI consentono alle persone accolte di ricostruire il proprio vissuto e di sviluppare progressivamente autonomia personale. Grazie al lavoro di rete con i servizi pubblici e il tessuto associativo locale, oltre il 50% dei beneficiari riesce a raggiungere una stabilità attraverso un impiego e una soluzione abitativa autonoma. Un dato significativo che testimonia l’efficacia del modello di accoglienza diffusa.
“Dieci anni di progetto SAI a Treviso dimostrano come l’accoglienza strutturata, diffusa e costruita insieme al territorio, può generare percorsi concreti di autonomia e inclusione”, ha dichiarato l’assessore alla Città Inclusiva Gloria Tessarolo. “Si tratta di accompagnare le persone nella costruzione di una nuova prospettiva di vita, valorizzando competenze e aspirazioni. Questo convegno è stato un’occasione importante per riflettere sui risultati raggiunti e sulle sfide che ancora ci attendono”.
Al convegno è intervenuta anche la dott.ssa Virginia Costa, responsabile della Rete SAI, sottolineando l’importanza del lavoro di rete e della collaborazione tra enti e istituzioni. Nel pomeriggio si sono tenuti focus di approfondimento con i contributi del prof. Enrico Gargiulo dell’Università di Torino, del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana e del prof. Luca Agostinetto dell’Università degli Studi di Padova, offrendo spunti di riflessione e nuove prospettive sul tema dell’accoglienza.
Nel corso di questi dieci anni, il progetto ha coinvolto persone provenienti da oltre 30 Paesi, con caratteristiche e bisogni differenti, stimolando un costante adattamento delle modalità di intervento e nuove riflessioni operative in risposta ai cambiamenti del fenomeno migratorio. Un’esperienza preziosa che continua a evolversi per rispondere al meglio alle esigenze dei migranti e del territorio.
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