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Treviso: al via incontro su nuovo piano socio-sanitario regionale

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“Il nuovo Piano socio-sanitario regionale. Nuovo ruolo dei sindaci e del Terzo settore”: è il titolo del convegno organizzato dal Centro studi amministrativi dell’Associazione dei Comuni della Marca Trevigiana giovedì 21 marzo a partire dalle 9 presso la sede delle Provincia di Treviso (via Cal di Breda 116, sala corsi Edificio 6).
 
 
Al saluto di Mariarosa Barazza,  presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, seguirà l’introduzione di Manuela Lanzarin, assessore alla Sanità della Regione Veneto. Quindi interverrà Domenico Mantoan, direttore dell’Area Sanità e Sociale della Regione Veneto.
 
 
I temi affrontati saranno: principi istitutivi del nuovo Piano Socio-Sanitario, analisi dell’impatto sui cittadini, analisi dei sistemi di supporto all’erogazione di prestazioni socio-assistenziali, aspetti dell’integrazione socio-sanitaria, ruolo e funzioni dei Comuni, ruolo del Terzo Settore.
 
 
L’iniziativa si colloca all’interno del programma di formazione e aggiornamento offerto dall’Associazione agli enti associati. L’ingresso è libero e gratuito. È richiesta la prenotazione su: comunitrevigiani.it
 
 
«Il futuro dell’assistenza sanitaria sta nel potenziamento della medicina di base associata, che sgravi le strutture ospedaliere dalle prestazioni non appropriate – afferma Mariarosa Barazza. Come Comuni chiediamo un impegno maggiore da parte della Regione Veneto a investire sul territorio, incentivando e sostenendo i progetti di medicina associata. Bene la decisione dell’Ulss 2 di ridisegnare le aree di competenza della medicina di base per coprire in modo più omogeneo il territorio: auspichiamo che vada realmente nella direzione di non penalizzare le aree periferiche e gli abitanti anziani di quelle zone».
 
 
Secondo l’Associazione Comuni il nuovo Piano socio-sanitario dovrà potenziare l’integrazione socio-sanitaria, fiore all’occhiello del nostro sistema di cura della persona e di prevenzione delle malattie.
 
 
«Una delle criticità che abbiamo rilevato nella riorganizzazione delle aziende sanitarie – conclude Barazza – è l’indebolimento della tenuta del sistema territoriale, che va invece potenziato».

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