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Treviso adotta il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile

3 minuti di lettura

Uno strumento aperto alle istanze dei cittadini, fondamentale per accedere ai finanziamenti europei.

L’Amministrazione comunale di Treviso ha adottato ufficialmente il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile, documento che rappresenta una visione complessiva e condivisa sul futuro della mobilità cittadina e che si pone come obiettivo la riduzione del traffico privato a favore della mobilità sostenibile (piedi, bici, bus) e la riduzione degli incidenti. Il piano verrà ulteriormente implementato attraverso le osservazioni della cittadinanza, degli stakeholders e dei consiglieri comunali.

L’adozione permetterà ora di accedere a finanziamenti europei e nazionali per la realizzazione di progetti nel campo della mobilità. Inoltre, rappresenta un criterio premiale nel riparto delle risorse destinate ai nuovi interventi per il trasporto rapido di massa e la mobilità ciclabile assegnati dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.

I principi fondamentali che hanno guidato la redazione del PUMS – alla fine di un percorso iniziato nel 2019 con le fasi di raccolta dati, ascolto e progettazione – sono l’integrazione delle modalità di trasporto favorendo quelle più sostenibili, la fattibilità e la realizzabilità dei progetti, la partecipazione, la sostenibilità (in termini sociali, ambientali e economici), il rilievo delle modifiche indotte dalle azioni proposte, il monitoraggio continuo degli interventi per poter valutare da un punto di vista quantitativo le azioni intraprese ed eventualmente poter agire per rettificare le azioni, qualora non apportassero i benefici ipotizzati.

Più nel dettaglio, i piani redatti sono tre: il PUMS, il PGTU e il PTPU.  Il PUMS è lo strumento di pianificazione strategica di medio – lungo periodo (10 anni) del sistema della mobilità col fine di soddisfare i fabbisogni di mobilità della popolazione minimizzando l’uso individuale dell’automobile privata, aumentando i livelli di sicurezza della circolazione stradale, moderando le velocità, riducendo i fenomeni di congestione, incrementando la capacità di trasporto e la percentuale di cittadini che utilizzano i sistemi collettivi e la mobilità condivisa, abbattendo i livelli di inquinamento atmosferico ed acustico nonché riducendo i consumi energetici.

Il Piano Generale del Traffico Urbano è invece il piano di gestione costituito da un insieme coordinato di interventi per il miglioramento delle condizioni della circolazione stradale nell’area urbana, dei pedoni, dei mezzi pubblici e dei veicoli privati, realizzabili nel breve periodo (due anni).

Il Piano del Trasporto Pubblico Urbano è il piano di settore del piano generale del traffico urbano che ha lo scopo di ottimizzare l’efficienza dei servizi di trasporto pubblico sia nella loro erogazione che nella gestione, in modo da andare incontro alle esigenze di spostamento dei cittadini, sia in termini quantitativi che qualitativi. Le azioni del PTPU fanno riferimento ad un orizzonte temporale di breve-medio periodo.

«Le persone per stare bene hanno la necessità di spostarsi, di stare all’aperto, di avere degli spazi adeguati, è una necessità di carattere sociale, abbiamo visto con il Covid quanto la libertà di spostarsi incida sul benessere delle persone», le parole del sindaco Mario Conte. «La necessità è dunque quella di garantire una “buona” mobilità, occupando meno spazio possibile e inquinando di meno. Gli spostamenti brevi devono essere effettuati a piedi e in bici, a Treviso gli spostamenti di lunghezza inferiore ai 2 km sono pari al 29%, quelli tra i 2 e i 3 km sono pari al 13%, quindi abbiamo circa il 40% degli spostamenti che potrebbero essere effettuati a piedi e in bici. Gli altri possibilmente con il trasporto pubblico e con auto a basse emissioni».

«Il processo di redazione dei PUMS è stato fortemente improntato alla condivisione e partecipazione della cittadinanza e dei soggetti portatori di interesse», evidenzia il vicesindaco Andrea De Checchi. «Pertanto il PUMS di Treviso ha previsto una serie di momenti di confronto e partecipazione con la cittadinanza e con attori pubblici e privati chiamati a contribuire alla stesura dei contenuti del Piano. Le attività di partecipazione si sono sviluppate in due fasi e seguenti azioni:, ascolto e co-progettazione, affinché il piano fosse ampiamente condiviso. Gli interventi principali hannop riguardato l’intermodalità, la pedonalità, la ciclabilità, la sharing mobility e il trasporto pubblico (navetta, velocizzazione, servizi flessibili). In più, l’analisi ha riguardato l’accessibilità verso le scuole e la riorganizzazione delle ZTL. Grazie al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile si apre per treviso un nuovo capitolo: non solo si potrà accedere a fondi europei ma si potranno realizzare opere fondamentali co-progettate con gli attori del territorio e con i cittadini, in base ai dati oggettivi incrociate con i bisogni e le necessità di chi vive e fruisce dei servizi cittadini. In questo senso possiamo parlare del punto di svolta nella rivoluzione della mobilità cittadina».

In copertina, immagine di repertorio

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