Con la Brexit, i cittadini italiani che hanno conseguito la patente in Inghilterra non potranno più circolare in Italia.
Una giovane trevigiana insieme all’avvocato Fabio Capraro ha scritto al Ministero degli Esteri e dei Trasporti per sollecitare una risoluzione attraverso un accordo con il Regno Unito
Tornare a casa dopo anni trascorsi all’estero non è mai facile, soprattutto se si è partiti per un Paese come l’Inghilterra, che faceva parte dell’Unione Europea, e si è tornati quando questo ha scelto di uscirne definitivamente.
Dal 1° gennaio 2021, infatti, terminato il processo di transizione della Brexit, il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord è definitivamente fuori dalla EU, con tutto ciò che ne consegue in termini politici, economici e pratici e il ritorno a casa per migliaia di persone si sta rivelando più complicato del previsto, soprattutto per una questione importante come la validità della patente.
Perché se prima, in possesso di una patente conseguita in UK, una volta rientrati si poteva facilmente convertire il certificato britannico in quello italiano, ora non è più possibile. Dal 1° gennaio, le patenti inglesi sono considerate extracomunitarie e secondo l’articolo 135 del Codice della Strada “i titolari di patente di guida rilasciata da uno Stato extra UE/SEE possono condurre sul territorio italiano veicoli alla cui guida la patente posseduta li abilita, a condizione che non siano residenti in Italia da oltre un anno”.
Un vero problema per chi, pur essendo cittadino italiano, decide di tornare a casa dal Regno Unito dove ha preso la patente: stando alle normative attuali che regolano i cittadini extracomunitari, il documento è valido solo per un anno. Come nel caso di una ventitreenne trevigiana, da poco rientrata nel suo Paese dopo aver trascorso il periodo universitario a Londra. La trevigiana a breve dovrà dire addio al documento e rifare nuovamente l’esame per poter circolare liberamente con l’auto con tutto ciò che comporta: stress, spese non proprio esigue e sicuramente tempo da dedicare per risolvere la questione.

“Un grosso problema per i nostri giovani, un altro deterrente per non farli tornare” spiega il professionista. “Sono molti i nostri giovani che sono andati a vivere in Inghilterra e sempre lì hanno conseguito la patente. Ora che ritornano a casa si ritrovano ad essere considerati come degli extracomunitari. Ci auguriamo tanto che le normative nazionali possano essere quanto prima adeguate -almeno per quanto concerne le norme relative alla patente di guida- al resto dell’Europa.”
E proprio perché questo accada, l’avvocato Fabio Capraro si è messo al lavoro assolvendo al ruolo di portavoce per regolamentare la normativa. Ha interpellato subito la Motorizzazione Civile, descrivendo la situazione di disagio della sua assistita e chiedendo una soluzione per tutti i cittadini italiani che si troveranno presto senza patente, preoccupati anche di incorrere nelle sanzioni previste dalla legge.
Ad oggi sono in corso trattative bilaterali tra Italia e Regno Unito per poter ripristinare il reciproco riconoscimento delle patenti di guida ai fini della conversione e, per arrivare presto ad una risoluzione definitiva, Capraro non si è fermato.
L’avvocato insieme alla sua assistita ha stilato un documento indirizzato direttamente ai Ministro degli Esteri Luigi Di Maio e quello dei Trasporti Enrico Giovannini in cui ha portato alla luce il caso e sollecita il riconoscimento definitivo delle patenti. La questione deve essere presto risolta perché la giovane trevigiana e tutti gli “italiani in fuga” possano sentirsi nuovamente a casa.
Lorenza Raffaello
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
