Esattamente trent’anni fa Sailor Moon entrava nelle case italiane. Un Anime che ha cambiato la storia della televisione del Belpaese
Me lo ricordo, quasi fosse ieri. 21 febbraio 1995. Ero in quarta superiore, smettevo di studiare e mi mettevo davanti alla televisione a guardare Bim Bum Bam, come tutti i pomeriggi prima di andare in palestra a giocare a basket. Sul Tv Sorrisi e Canzoni di quella settimana scrivevano che sarebbe iniziato un nuovo cartone animato. Diverso dal solito.
Io intanto mi preparavo la mia cioccolata calda mentre vedevo l’ennesima replica di Candy Candy. Se non ricordo male erano le puntate in cui lei è in Messico. Le più noiose.
Inizia la sigla e, come sempre, Cristina D’Avena ci introduce in quello che sarà il nostro nuovo cartone animato del pomeriggio.
“Raggio di luna che rendi la notte romantica, con quella luce che avvolge la sera bianca e pallida…“
Mi guardo l’episodio tutta curiosa, mentre mi gusto la mia bevanda. Rimango un po’ così. Non ho mai sopportato le ragazzine piagnone. Bel disegno, sembra una storia d’amore, ma ha anche scene allegre. Cerco di capirne di più. Una piagnucolona bionda studentessa delle scuole medie, con una capigliatura alquanto buffa, incontra una strana gatta parlante con una mezza luna in fronte.
Sembra un cartone un po’ demenziale, allegro, spensierato. Non riesco a capire nemmeno io se mi piaccia o meno. Il giorno dopo a scuola è l’argomento principale.
Le puntate proseguono, più o meno tutte uguali. C’è inizialmente da trovare la principessa Serenity, ci sono altre guerriere Sailor da trovare, i cattivi da sconfiggere… un classico insomma. C’è la vita normale di una studentessa impacciata come tante, i primi amori, le amicizie, i compiti in classe. Venti minuti di leggerezza.
Fino all’episodio 24: “Addio Nevius“. Solo al pensiero o a ricordare la musica in sottofondo mi sale già il magone. Dopo ben 30 anni.
Sta tutto lì, per me, il passaggio da “bell’Anime” a “sarai per sempre l’amore della mia vita“.
Immaginate una diciassettenne degli anni ’90. Sportiva, che vuol sempre fare la dura e che tutt’un tratto scoppia a piangere come una bimba, senza freni. I miei mi guardavano cercando di capire cosa diamine potesse essere successo.
Ma non era solo un cartone animato demenziale? Non doveva solo far ridere?
Da lì è stato eterno e imperituro amore, tanto da videoregistrarmi ogni singola puntata e a organizzarmi i pomeriggi in base alla programmazione della serie. E poi l’album di figurine, i cd provenienti dal Giappone, i Manga, il carillon… senza contare il vestito per carnevale fatto rigorosamente a mano usando i guanti da sposa di mia madre.
Per me, come per tutte le generazioni a venire, era una vera e proprio eroina, la nostra paladina della giustizia che veste alla marinara. Ogni pomeriggio eravamo lì a gioire e combattere con lei, a soffrire negli ultimi episodi e poi ad aspettare con ansia l’uscita della serie successiva.
Indubbiamente uno dei cartoni animati giapponesi più iconici degli anni ’90 che ancora oggi viene riproposto sulle reti Mediaset con notevoli ascolti. Questo perché è davvero molto facile riconoscersi e immedesimarsi in uno dei tanti protagonisti.
Allo stesso tempo ci siamo innamorate delle atmosfere fatate del regno lunare, come della Tokyo degli anni ’90. Delle musiche allegre e di quelle talmente tristi da spezzarti il cuore con una sola nota. Ogni puntata è impressa in molti di noi, quasi come se l’avessimo vissuta sulla nostra pelle.
Buon compleanno Sailor Moon!

Photo Credits: le mie figurine originali del 1995
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