PoliticaSlide-main

Tramestii

3 minuti di lettura

Riceviamo e pubblichiamo un nuovo intervento a firma di Luigi Giovannini in tema di politica

E così abbiamo saputo che a Draghi non occorre alcun aiuto per trovarsi un lavoro, ma la sua nomina alla presidenza della Repubblica è clamorosamente fallita e il fallimento inevitabilmente dimostra che l’attuale presidenza del Consiglio non era stata costruita per rafforzare la politica del Paese, ma costituiva un episodio del tutto temporaneo del nostro percorso democratico, con funzione di semplice trampolino.

La pubblicizzata resistenza al reincarico di Mattarella quindi, non è stata altro che il quotidiano procedere di un progetto disegnato non solo con Draghi, ma anche e soprattutto con l’establishment politico ed economico internazionale che ha così potuto verificare, anche grazie a un trasloco, il concreto procedere di un percorso sicuramente rispettoso degli accordi presi, ma inconcludente e inconcluso.

Nomina e riscontro sono stati quindi una netta mortificazione per la nostra democrazia e la sua autonomia, mortificazione ampiamente giustificata dalla pessima qualità politica, dirigenziale e industriale dei nostri ultimi trent’anni: non siamo una Nazione, ma un’accozzaglia di interessi che si incrociano e si combattono per il lucro di opposte convenienze, senza alcuna progettazione e attenzione non solo per le problematiche dei cittadini, ma anche per la stabilità politica e economica dei paesi che ci circondano e con cui dovremmo economicamente convivere.  

Draghi, nonostante il suo carisma e la sua reputazione, da quasi un anno svolge un lavoro non particolarmente qualificante, perché sta guidando uno dei più inaffidabili governi d’Europa.

Tra l’altro in questi mesi il premier ha accettato obiettivi inconcepibili per il suo livello, quali ad esempio un condono, l’abbreviazione della prescrizione (Papa Francesco per i pedofili – sono i nostri evasori e corruttori – l’ha recentemente portata 20 anni), l’inciampo nel catasto, l’indugio nella modifica delle concessioni balneari, l’aumento dello spread (all’inizio del suo governo era a 89 punti e l’8 febbraio scorso ha raggiunto i 160), l’inconcludenza nel rianimare la concorrenza, l’indifferenza verso il valore e la sicurezza del lavoro, e altro.

Insomma i limiti della nostra politica sembrano aver preso il sopravvento anche sulle sue indubbie qualità e le recenti reazioni caratteriali non credo possano modificare la sostanza di un cammino più che accidentato.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             Luigi Giovannini 

Articoli correlati
Slide-mainSport

Asia D’Amato scrive la storia: è la nuova campionessa d’Europa all-round

1 minuti di lettura
Ginnastica artistica. Asia D’Amato come Vanessa Ferrari, 15 anni dopo. Era dal 2007 che un’italiana non vinceva la medaglia d’oro agli Europei…
Slide-mainSport

Italia prima nel medagliere. La staffetta 4x200 sl è argento

1 minuti di lettura
“Spinti dal pubblico di Roma ma spinti anche tra di noi”: la staffetta azzurra 4×200 stile libero è argento. Il romano Lorenzo…
Slide-mainSport

400 misti: Razzetti oro. Il vicentino Matteazzi bronzo

1 minuti di lettura
Non importa se vi piaccia il nuoto o no, quando un azzurro scende in vasca l’adrenalina sale. Per chi ama lo sport,…

    RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
    ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!