Polemiche al vetriolo a Mogliano tra minoranza e maggioranza
MOGLIANO VENETO – Continuano le polemiche al vetriolo tra minoranza e maggioranza. Questa volta l’oggetto del contendere è una foto in cui il sindaco Bortolato e l’assessore Caccin ricevono un signore moglianese che dona due cimeli della Grande Guerra al comune di Mogliano. Il duro attacco del gruppo di minoranza in Consiglio Comunale non si è fatto attendere, sottolineando come il sindaco e l’assessore abbiano ricevuto in maniera istituzionale un militante di CasaPound. “Un comportamento vergognoso, venga subito a riferire in Consiglio” chiede la minoranza.
Ma andiamo con Ordine. Un cittadino moglianese, facente parte dell’associazione FNAI (Federazione nazionale arditi d’Italia) alla fine di giugno ha donato al Comune due cimeli storici della Grande Guerra, un pezzo di filo spinato e i resti di una granata. É seguita la foto di rito. Sabato 3 agosto è stato segnalato alla minoranza consiliare il post della foto apparso nel gruppo Facebook NOI DI DESTRA SEMPRE.

Da qui è scaturita la durissima polemica.
Si legge nel comunicato dell’opposizione: “Il Sindaco con la fascia tricolore posa, insieme all’assessore di Fratelli D’Italia Francesca Caccin, con un militante di Casa Pound. Il fatto è avvenuto tra l’altro in una sede istituzionale come l’ufficio del Sindaco. Ufficialmente la cosa viene presentata nel copy del post come la consegna di reperti militari del 1918 provenienti dal Piave da parte del FNAI Arditi e dall’associazione Culturale Tumulto. Quest’ultima altro non è che il contenitore formale della sede di Casapound a Vittorio Veneto. Casapound è un movimento di estrema destra, di matrice neofascista che promuove il razzismo, l’apologia dello squadrismo mussoliniano, e pratica una militanza di strada in stile Alba Dorata. “
Continua il comunicato: “Il caso è ancor più grave, perché ad essere coinvolto, oltre ad una assessora della sua Giunta, è il Sindaco stesso, che non più tardi di un mese fa aveva giurato sulla Costituzione Repubblicana… Condanniamo con fermezza il comportamento vergognoso e irresponsabile del Sindaco e della sua assessora, che getta discredito su tutta la nostra città e soprattutto sulla nostra storia, fatta di concittadini che all’epoca diedero la vita nei nostri territori per liberarli dall’occupazione nazifascista”.
“Chi credeva che l’ingresso di Fratelli d’Italia nella compagine di Governo non sortisse alcun effetto nella vita amministrativa della città, chi credeva di aver votato un candidato sindaco moderato in grado di tener a bada gli estremismi, a poche settimane dal voto vede sgretolarsi le sue certezze. Il Sindaco dovrebbe trarre le conseguenze di un gesto simile. Siccome dubitiamo fortemente che lo faccia, nei prossimi giorni presenteremo una mozione in Consiglio Comunale per chiedere conto al Sindaco del suo comportamento, perché si scusi e assuma pubblicamente degli impegni fattivi per prendere le distanze da questi rigurgiti della storia peggiore del nostro Paese”.
La risposta del sindaco Bortolato
“Nilandi e i consiglieri di opposizione ancora una volta danno la caccia alle streghe invece di occuparsi dei problemi reali della città! Abbiamo in quell’occasione ricevuto due cimeli storici della grande guerra combattuta sul Piave, fiume sacro alla patria, impregnato di significato e dove tanti italiani e moglianesi hanno dato la vita per la pace e per la libertà della nostra Italia.
Fare una foto con chi ha donato questi due cimeli non ha alcun significato se non la riconoscenza per aver donato alla Città di Mogliano un ricordo tangibile del valore dei nostri coraggiosi soldati. I reperti storici (un pezzo di filo spinato e i resti di una granata) staranno custoditi insieme al prezioso labaro della Terza Armata che combatté sul Piave e il cui comando era proprio situato nella nostra città.
Nessuna dietrologia politica, nessuna deriva estremista ma tanti tentativi di gettare fumo negli occhi dei cittadini di Mogliano da parte di questa opposizione ridicola; i cittadini hanno saputo con estrema chiarezza valutare le proposte politiche di Nilandi in campagna elettorale e il risultato è stato assolutamente incontrovertibile! A questo punto mi aspetto che una delle prossime assurde richieste della minoranza sia quella di togliere l’inno del Piave nelle prossime cerimonie.”
Aspettiamo il prossimo round.
Gli Arditi
Su autorizzazione del Comando Supremo, nasce nel 1915 la compagnia autonoma di Esploratori Arditi, una specialità dell’arma di fanteria del Regio Esercito, costituita in autonomi reparti d’assalto. Durante l’anno terribile di guerra 1917, per fronteggiare l’esercito nemico che era già dotato di corpi speciali, il generale Cadorna istituzionalizzava la nuova specialità e lo stesso re Vittorio Emanuele III sancì la nascita dei reparti d’assalto. La storia di questo reparto speciale si intreccia con quella del nostro Paese, dall’impresa di Fiume, al fascismo, alla guerra, alla liberazione.
Reparti arditi furono ricostituiti durante la seconda guerra mondiale con l’attivazione del 10º Reggimento arditi.
Le sue tradizioni militari sono oggi tenute vive dal 9º reggimento paracadutisti Col Moschin. La memoria è mantenuta dall’associazione combattentistica di reduci Arditi d’Italia.
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